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Il Qatar non può restare in silenzio

Editoriale. The Daily Star Lebanon (29/05/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

La recente indagine e lo scandalo che hanno colpito alcune figure importanti della FIFA sta canalizzando moltissima attenzione sul presidente uscente Sepp Blatter, sempre più sotto attacco.

Tuttavia, un inquietante silenzio si avverte quando si tratta del Qatar, che ha invece rumorosamente celebrato l’assegnazione dei Mondiali 2022. Decisioni simili riguardo il Sud Africa e la Russia sono anch’esse sotto un maggiore esame, ma non sono ancora emerse delle accuse dirette, quando invece sarebbe di certo il momento adatto per sentire qualche sorta di reazione.

Le organizzazioni per i diritti umani hanno già evidenziato le condizioni scioccanti di migliaia di lavoratori stranieri in un Qatar che si è imbarcato in una frenetica costruzione di strutture sportive in tempo per il 2022. Il Qatar ha fatto degli sforzi enormi per promuovere la sua immagine a livello internazionale ospitando eventi simili e con lo scandalo in corso – che minaccia di espandersi – è tempo di fare una dichiarazione pubblica, con tanto di fatti e prove che possano convincere un pubblico sempre più scettico e cinico quando si parla di calcio internazionale.

Lo scandalo riguarda le azioni di funzionari calcistici e compagnie di marketing sportivo, ma in gioco ci sono anche la reputazione di individui, organizzazioni e lo stesso nome del calcio.

Alcuni hanno criticato il fatto che le autorità statunitensi stiamo seguendo il caso, ma questa tattica è un vicolo cieco quando si tratta di istituzioni come la FIFA, la cui reputazione è sotto attacco da anni. Le voci che chiedono la riforma non resteranno in silenzio. Quanto al Qatar, prima parla, meglio è.

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Roberta Papaleo

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