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Il primo astronauta arabo torna a parlare di Arabia Saudita nello Spazio

di Bandar al-Sharida (Asharq AlAwsat 06/11/2012). Traduzione e sintesi di Claudia Avolio.

Il primo astronauta arabo, il principe Sultan bin Salman bin Abdulaziz – oggi a capo dell’Autorità generale per il Turismo e le Antichità – sogna che un altro cittadino saudita venga spedito nello Spazio. Abdulaziz ha rivelato che un mezzo accordo in tal senso era in ballo ben 27 anni fa, all’epoca della sua spedizione spaziale, col presidente Reagan e gli Stati Uniti. L’accordo era preso da sei mesi, quando il disastro dello shuttle “Challenger” ebbe luogo e tutti i voli spaziali vennero cessati per i tre anni a venire. In simili circostanze, tutte le carte in tavola cambiarono… Oggi l’occasione per un’intervista al primo astronauta arabo viene data dalla conferenza internazionale saudita sull’Aviazione e la Tecnologia dello Spazio. Qui il principe Sultan bin Salman ha parlato di nuove opportunità per l’Arabia Saudita.

L’invito è stato rivolto soprattutto alla King Abdulaziz City for Science e Technology (KACST), affinché lavori sodo per mettere a disposizione molti più scienziati spaziali sauditi nel prossimo futuro. Da parte sua, il principe Turki bin Saud bin Mohammed, vice-presidente degli istituti di ricerca scientifica della KACST, ha annunciato il proprio sostegno alla causa portata avanti dal principe astronauta. In tal senso ha assicurato che si sta lavorando col ministero dell’Educazione affinché si sviluppi un programma specializzato per far sì che gli studenti sauditi conducano programmi di ricerca a bordo della stazione spaziale degli Stati Uniti. La gioventù saudita, ha aggiunto bin Saud, sarà presto qualificata nel campo dei viaggi spaziali, pronta dunque a partecipare attivamente nel settore. L’Arabia Saudita sarà altrettanto capace di prendere parte a voli spaziali con il suo specifico programma scientifico.

Due satelliti prodotti in proprio, ha detto bin Saud riguardo il lavoro attuale della KACST, sono pronti per essere spediti nello Spazio nel 2013 e nel 2015. L’istituto di Ricerca Spaziale della KACST ha già lanciato 12 satelliti dal cosmodromo di Baikonur (Kazakhstan), per la comunicazione ed altri scopi, in collaborazione con la NASA. SAUDISAT4 e SAUDI GEO1, questi i nomi dei due nuovi satelliti, saranno equipaggiati con dispositivi altamente sensibili e telecamere che condurranno vari esperimenti scientifici. Il principe bin Saud vede l’attività dei satelliti come qualcosa che “punta a fare dell’Arabia Saudita un fornitore leader di prodotti che monitorino la Terra dallo Spazio, anche con mappe interattive, e a rafforzare le potenzialità satellitari”.

Intanto, la Conferenza internazionale sull’Aviazione e la Tecnologia Spaziale è stata presenziata da astronauti, scienziati ed esperti del settore giunti in Arabia Saudita da molte parti del mondo. L’obiettivo era quello di riunire i talenti, per discutere di ultimi sviluppi e ricerche nel campo della tecnologia spaziale e dell’aviazione, dando l’opportunità di un incontro davvero unico, all’interno del 25° Congresso Planetario dell’Associazione Esploratori dello Spazio.

Claudia Avolio

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