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Il pirata di Nantes non era un terrorista, era solo ubriaco

El Mundo. L’uomo che lo scorso lunedì ha investito una decina di persone nel mercatino natalizio di Nantes, in Francia, causando una vittima, aveva un tasso alcolemico quasi quattro volte superiore a quello permesso. Un falso allarme terrorista, dunque, che cancella l’ipotesi della connotazione religiosa dei fatti: l’uomo avrebbe infatti gridato “Allah è grande” prima di travolgere quelle persone, facendo pensare a un attentato jihadista.

La cosa aveva già scatenato agitazione nel Paese perché accaduta dopo altri due incidenti nei quali gli aggressori avevano ugualmente gridato “Allah è grande”. La domenica prima dei fatti di Nantes, a Digione un uomo con problemi psichici ha investito 13 persone in diversi punti della città, ma nonostante lo “slogan” la polizia ha scartato la matrice terrorista. L’unico caso di presunto terrorismo si era verificato, invece, il sabato a Joué-lès-Tours (250 km a sud di Parigi), dove un giovane di origini burundesi già ricercato era entrato in un commissariato di polizia  e aveva aggredito con un arma da taglio tre agenti, gridando la stessa frase.

 


Roberta Papaleo

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