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Il Marocco perde la sua importanza nella nuova strategia militare del Pentagono. Washington gli garantirà l’equilibrio con l’Algeria.

Alif Post (12/01/2012). Traduzione di Viviana Schiavo.

Il presidente americano Barack Obama ha annunciato la nuova strategia dell’esercito americano per i prossimi anni, che comprende quanto segue: innanzitutto, la riduzione del numero dei soldati; in secondo luogo, l’impiego di armi tecnologicamente avanzate per garantire la superiorità dell’esercito americano e la sua trasformazione in un esercito con il massimo della flessibilità, che non si basi sulla quantità ma sulla qualità. Infine, dare priorità alla regione dell’Oceano Pacifico verso cui l’economia mondiale ha incominciato a spostarsi, soprattutto a causa del ruolo crescente che ha iniziato ad avere la Cina. Risultato di questa nuova strategia sarà che il Marocco perderà notevolmente importanza presso il Pentagono.

Al contrario di molte risoluzioni, la nuova strategia non è frutto dell’amministrazione Obama, nella misura in cui ritorna ai primi anni novanta all’alba della prima guerra del golfo, quando il generale Charles Krulak, capo dei marines di allora, ritenne necessario riconsiderare l’esercito americano e puntare su forze limitate ma con sorprendenti capacità belliche. I militari del tempo credevano che la democrazia nel mondo stesse progredendo e gli Stati Uniti in futuro avrebbero incontrato numerosi problemi nel raggiungimento delle basi militari a causa dell’ostilità dell’opinione pubblica di numerosi paesi proprio verso la politica estera di Washington.

Inoltre, ogni nuova strategia militare è il prodotto di lunghi anni di pensiero e progettazione, al fine di evitare qualsiasi errore che possa esporre la forza degli Stati Uniti alla retrocessione. È evidente il contributo dell’amministrazione Obama alla messa a punto di questa strategia. A causa della presenza americana nel mondo e specialmente nei paesi alleati, molti di questi saranno influenzati in un modo o nell’altro dalla nuova strategia. Tra questi paesi si trova il Marocco.

A questo proposito, Alif Post ha chiesto la sua opinione sull’argomento a un esperto militare che afferma: “parte degli aiuti militari americani al Marocco e gli accordi sulle armi sono legati ai servizi militari che il Marocco stesso fornisce al Pentagono”, e prosegue: “gli Stati Uniti non si impegnano più nelle basi militari in Marocco, però assicurano il loro impegno nell’importante stazione della regione di Tan Tan permanentemente. Continua: ”L’importanza del Marocco risiedeva nello stretto di Gibilterra che era considerato uno stretto fondamentale per il passaggio delle flotte militari americane, mentre ora il suo ruolo diminuirà proporzionalmente all’interesse di Washington per la regione dell’Oceano Indiano, poiché cercherà delle basi militari qui, come nelle spiagge dell’America Latina affacciate su questo oceano e negli stati asiatici”.

Aggiunge l’esperto che il Marocco svolgeva un ruolo logistico fondamentale nella guerra fredda come stazione di spionaggio, però col tempo avanzò la logica delle grandi navi militari che erano stazioni galleggianti in molte delle regioni marittime che riforniscono le navi da guerra con carburante, beni alimentari e strumenti tecnologici di spionaggio. Tutto ciò ha fatto sì che il Marocco perdesse molta importanza al pari di altri stati”. Per quanto riguarda la tipologia dell’appoggio che perderà il Marocco, la risposta è stata: “la riduzione degli aiuti militari americani per il Marocco e la vendita di armi gli permetteranno di conservare l’equilibrio militare con l’Algeria affinché non si ritrovi in un posizione di debolezza futura”.Infine sottolinea: “il Marocco potrebbe giocare lo stesso un ruolo nel braccio missilistico americano nell’opporsi alla Russia e, col tempo, recuperare un po’ dell’importanza che ha perso”.

Giusy Regina

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