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Il libro dei segreti

salwa-al-neimi2Articolo di Giusy Regina

Salwa Al-Neimi è una poetessa siriana nata a Damasco. Dopo aver conseguito la laurea in Letteratura Araba, si è trasferita a Parigi, città in cui vive ormai da molti anni, per studiare teatro. Oltre a dedicarsi alla letteratura, lavora anche come giornalista in ambito culturale e responsabile ufficio stampa. Tra i suoi libri più noti, “La prova del miele”.

Donna tenace e coraggiosa, ha posto spesso al centro della sua attenzione la donna araba e l’illecito, con l’accento sulla sua femminilità che essendo contrastata è ancora più forte. Qual è la condizione che vive la donna nei paesi arabi in cui, dolenti o nolenti, essa gioca un ruolo secondario, limitato, nascosto? Molte di esse adesso riescono a venir fuori e a farsi sentire, gridando al mondo le ingiustizie che vivono sin da piccole e che la società insegna loro a reprimere. E questo grazie a romanzi, articoli, blog, racconti e poesie, che toccano vari aspetti della vita di queste donne, da quello religioso a quello quotidiano di moglie e madre. Ma la sfera predominante in Salwa Al-Neimi è quella erotica delle donne che, soffocate troppo a lungo, decidono di vivere la loro sessualità più o meno liberamente.

Ed è proprio in quest’ottica che si situa “Il libro dei segreti”, raccolta di otto racconti brevi, in cui si narra la trasgressione nell’amore, nella vita e nella femminilità delle donne arabe. La scrittrice da forma e voce a otto donne che si trovano ad affrontare situazioni a volte imbarazzanti, come l’aborto, il difficile rapporto con la madre, la prigione matrimoniale, il tradimento fatto e subito. E la ribellione che ne deriva, non sempre urlata a gran voce, ma comunque presente e volta a ribadire la propria identità ed individualità.

Libro scritto molti anni prima della pubblicazione, “Il libro dei segreti” è diventato fruibile ai lettori di recente quando la stessa autrice dichiara: “La censura ufficiale nel mondo arabo, miope com’è, continua imperterrita a vietare e a proibire senza tener conto di quanto, al giorno d’oggi, tutto ciò sia inefficace… Io, da quando l’ho capito, a quest’intrusione ho sempre cercato di opporre resistenza… È nato da qui, probabilmente, il desiderio di rivelare nuovamente questi miei segreti”.

La scrittura, semplice ed efficace, scorre senza giri di parole o ghirigori accattivanti. La lettura risulta veloce ed efficace, grazie ad un linguaggio schietto, che a volte sconfina nel crudo. Il racconto più duro è forse quello che racconta di un aborto: “Il nostro sangue, quello di noi due insieme, è storia di ieri. Questo di oggi è sangue mio… Ma è proprio mio, questo sangue? Allungo la mano. Prima che impregnino il cotone acchiapperò le gocce con la punta di un dito e mi scriverò il mio nome sulla fronte. Forse anche la data, per celebrare questo memorabile giorno”.

Otto donne per otto racconti di vita dunque, che sembrano però essere legati come se si stesse raccontando della vita di una sola.


Giusy Regina

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