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Il grande disegno dell’Iran

IranDi Abdul Rahman Al-Rashed. Asharq Al-Awsat (05/02/2013). Traduzione e sintesi di Cristina Gulfi

L’Iran non può fare a meno di giocare alla superpotenza che mette il naso dappertutto, dal Medioriente fino in Asia e in Africa. La domanda sorge spontanea: da dove trae le risorse? Perché un paese ben più ricco come l’Arabia Saudita non ha le stesse mire espansionistiche?

L’Iran è animato da un forte entusiasmo nello spendere, per non dire sperperare, il suo denaro appiccando il fuoco in giro per il mondo e sostenendo gruppi armati, ma si trova quasi sull’orlo della bancarotta a causa delle sanzioni e delle spese militari. L’Arabia Saudita invece ha 700 miliardi di dollari da parte e ha deciso di finanziare 150 000 borse di studio per andare all’università nei paesi occidentali.

L’Arabia Saudita può contare su una solida industria petrolchimica mentre il governo iraniano investe nello sviluppo e nella produzione di armi. Ad esempio pochi giorni fa Teheran ha dichiarato di aver realizzato uno Stealth Fighter, che include la più sofisticata tecnologia militare aerea e non è rilevabile dai radar. Annunci del genere arrivano sempre in occasione di vertici e conferenze internazionali sulle questioni che riguardano l’Iran da vicino, come il nucleare e le sanzioni economiche.

Cosa vuole dire l’Iran con quest’enorme spesa militare e con la propaganda dei propri risultati scientifici? Che vincerà la prossima grande guerra, che merita un posto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU in quanto superpotenza o che è in grado di sfidare le sanzioni internazionali? Niente di tutto ciò. L’obiettivo è arrivare all’opinione pubblica interna, calmare tutti i cittadini che hanno pagato la militarizzazione e le avventure all’estero solo per soddisfare l’ego del presidente Ahmadinejad. L’inflazione ha divorato i risparmi degli iraniani, che ora dipendono dai sussidi governativi per il pane e il carburante.

In conclusione, se non fosse per l’Iran e la sua politica aggressiva, gli USA non avrebbero motivo di  schierare navi da guerra nel Golfo né di stabilire basi militari sulla terraferma. L’Iran è la giustificazione ad ogni forma di difesa armata ed è quindi la causa della tensione che domina in Medioriente dagli anni Ottanta.

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Cristina Gulfi

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