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Il flauto perduto di al-Kadhimi

Il primo ministro iracheno al-Kadhimi non prende l’iniziativa per risolvere i problemi del paese ma  cerca di proporsi come tecnico della transizione fino alle prossime elezioni, dopo la caduta dell’ultimo governo a causa delle continue manifestazioni. I problemi dell’Iraq però non possono aspettare all’infinito. L’opinione di Iyad al-Dilmi

di Iyad al-Dilmi, al-Araby al-Jadeed, (27/10/2020). Traduzione e sintesi di Pietro Menghini

Alla fine della sua visita in Europa, conclusasi in Inghilterra, Mustafa al-Kadhimi, primo ministro iracheno, ha dichiarato a “The Guardian” che tutti i giorni si deve destreggiare in un covo di vipere e che è infatti alla ricerca del “flauto dell’incantatore di serpenti”. Al-Kadhimi si riferiva al delicato equilibrio tra Stati Uniti e Iran e alla pesante eredità lasciatagli dai governi precedenti, che con le loro politiche hanno portato alle manifestazioni popolari cominciate più di un anno fa.

Che la situazione sia complessa è fuori discussione, e forse al-Kadhimi ha usato un eufemismo parlando di serpenti, però non era forse cosciente della situazione quando ha accettato di formare il governo? Dopotutto è stato capo dei servizi segreti dal 2016, il che fa pensare che conoscesse bene tutti i dettagli della scena irachena. Dal suo insediamento nel maggio scorso, sembra che al-Kadhimi si muova con grande prudenza, fino a far credere che lui stesso sostenga posizioni avverse allo stato, lasciando mano libera a milizie che spadroneggiano in Iraq. Ha promesso di fare luce sull’assassinio del ricercatore Hisham al-Hashimi, sulla strage di al-Farhati e sugli omicidi dei manifestanti, ma finora non ha rispettato nessuna di queste promesse.

Ha fallito anche nel contenimento delle cellule Katjusha, che hanno attaccato l’ambasciata statunitense e sono state fermate soltanto da un accordo tra Iran e Stati Uniti. Con tutti questi problemi dunque, al-Kadhimi pensa davvero che siano gli iracheni i serpenti per i quali ha bisogno del flauto dell’incantatore? La situazione irachena è complessa ed è affetta da problemi cronici, lasciati irrisolti negli ultimi 17 anni e che ormai hanno raggiunto delle dimensioni preoccupanti. D’altra parte però, il caos, la corruzione, l’espandersi delle milizie filo-iraniane, l’assenza di servizi, la disoccupazione e la mancanza di liquidità economica del paese non si risolvono senza far nulla e al-Kadhimi qualcosa potrebbe sicuramente fare. Potrebbe infatti portare avanti alcune questioni importanti, ma non vuole affrontare né le armi delle milizie né la loro influenza.

È arrivato al punto di non voler nemmeno affrontare i risultati del suo immobilismo, ovvero le sue dimissioni. Al momento però non si può abbandonare la nave che affonda, anche perché sono meglio 1000 anni di dibattiti che un istante di scontro, come ha dichiarato al-Kadhimi stesso a “The Guardian”. Il flauto perduto di al-Kadhimi potrebbe essere la volontà delle masse irachene. Il suo flauto perduto potrebbe essere la capacità di combattere la corruzione e le minacce, oppure le azioni che potrebbe compiere come capo del governo.

La complessità della situazione in Iraq richiede che si risolvano le difficoltà e la si smetta di sperare in uno strumento magico per venire a capo dei problemi. Dai discorsi di al-Kadhimi si comprende perfettamente che abbassa le sue aspettative di giorno in giorno, ed è arrivato a dire che il compito del suo governo è garantire la trasparenza delle procedure elettorali previste per il giugno 2021. Si limita a parlare del futuro sperando di rimandare i problemi attuali. Sembra che non abbia il potere o l’esperienza per risolvere questi problemi, che sia un impiegato al servizio delle fazioni armate e della globalizzazione economica e politica dell’Iraq, vantaggiosa per gli stati interessati, e la situazione rimarrà la stessa, almeno fino a quando non si renderà conto di avere già il flauto perduto.

Iyad al-Dilmi è un giornalista e scrittore iracheno, esperto di letteratura irachena contemporanea, scrive per vari giornali arabi, tra cui al-Araby al-Jadeed.

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