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Il Fajr International Film Festival rovinato dalle controversie

Di Arash Karami. Al-Monitor (12/02/2014). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

La 32a edizione del Fajr International Film Festival è stata permeata dalle controversie, tra casi di censura durante la diretta e reazioni negative contro due film che parlano della Ashura e delle elezioni del 2009.

Zoom 14 feb Fajr International Film Festival Iran inEzatollah Zarghami, capo della Islamic Republic of Iran Broadcasting (IRIB), ha interrotto la diretta della cerimonia di chiusura del festival così spesso che il quotidiano iraniano Ghanoun gli ha ironicamente conferito il premio per la “Migliore Censura”. Inoltre, la Iranian Students’ News Agency (ISNA) ha compilato una lista dei momenti in cui l’IRIB ha interrotto le trasmissioni: sembra che la TV di Stato sia intervenuta con i tagli soprattutto quando i vincitori di certi film si avvicinavano al podio per accettare la loro Fenice di Cristallo.

Secondo l’Agenzia, uno dei tagli più significativi è stato operato quando Seyed Jamal Satadian ha accettato il premio come Miglior Produttore per il suo film dal titolo “Azar, Shahdokht, Parviz and Others”. “Spero che potremmo arrivare al punto da tollerare ogni preferenza”: proprio qui, il collegamento è stato immediatamente interrotto.

Prima della cerimonia di chiusura, poi, c’erano stati dibattiti tra Zarghami e il ministro della Cultura Ali Jannati, responsabile dell’organizzazione del festival. Zarghami si era opposto alla scelta del presentatore operata da Jannati, dicendo che “non gli era permesso lavorare” in televisione. Jannati, sprezzante, ha risposto che non esiste nessun divieto del genere in Iran, ma il capo dell’IRIB ha avuto la meglio e Jannati si è visto costretto a trovare un altro presentatore.

Altra controversia del festival è stata l’espulsione dell’ultimo minuto del film “I Am Not Angry”, diretto da Reza Dormishian. Il film era stato soggetto a dure critiche da parte di alcuni integralisti per il suo apparente sostegno alle proteste del Movimento Verde del 2009. Il funzionario parlamentare incaricato degli Affari Culturali, Morteza Aghatehrani, aveva in precedenza dichiarato, senza fare nomi, che alcuni film in gara al festival sembravano “giustificare” le proteste del 2009, sebbene usando la parola “sedizione”. Inoltre, Nasrollah Pejmanfar, altro membro del Comitato Culturale del parlamento, ha dichiarato di aver messo in guardia Jannati sui “film che sostenevano le sommosse”, dal momento che “la sedizione è una linea rossa”. Da parte sua, Jannati ha dichiarato che il film è stato ritirato poiché, a causa della “sua natura”, avrebbe potuto “essere messo sotto pressione da alcuni funzionari”.

Tuttavia, Jannati ha difeso il film “Rastakhiz”, pellicola storico-religiosa sulla Ashura, spiegando che la produzione del film era stata coordinata con alcune figure religiose e che era storicamente accurato. Jannati ha inoltre aggiungo che Ali al-Sistani, il maggiore ayatollah Iraq, aveva approvato la sceneggiatura del film.

Nonostante le controversie, il Fajr International Film Festival di quest’anno è stato considerato migliore di quelli precedenti, sia in termini di pellicole presentate, sia in termini di varietà di registi partecipanti.

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Roberta Papaleo

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