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Il boicottaggio del Qatar è fallito?

doha qatar
Il Qatar non ha certo di che preoccuparsi sul piano economico: quali sono allora il senso e lo scopo del boicottaggio?

Di Abdulrahman Al Rashed. Aawsat (12/06/2018). Traduzione e sintesi di Stefania Schiavi.

Sono numerosi gli articoli che hanno esaltato la fermezza e la determinazione con cui il Qatar ha affrontato un intero anno di boicottaggio. La propaganda sostiene che il piccolo Stato sarebbe in grado di resistere per altri cento anni e che i quattro Paesi che hanno rotto le relazioni non riusciranno a minare l’economia e il potere del governo di Doha. Ma allora, perché quest’ultimo si è sforzato per convincere gli Stati Uniti ad intervenire in favore della normalizzazione delle relazioni?

I quattro Stati coinvolti (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto) sanno bene che il Qatar possiede un piccolo mercato e una grande disponibilità di fondi e che perciò può facilmente soddisfare i suoi bisogni; sin dall’inizio, infatti, è stato chiaro che l’arma economica non avrebbe portato a nessun compromesso di tipo politico.

E quindi perché si sono decisi per la chiusura dei confini e l’embargo? L’accusa rivolta al Qatar è quella di finanziare gruppi estremisti e di sostenere azioni atte a promuovere il caos negli Stati vicini. In aggiunta, Doha non avrebbe rispettato gli accordi stipulati con i quattro Stati nel tentativo di trovare una soluzione. L’interruzione delle relazioni diplomatiche e degli scambi economici è quindi una diretta conseguenza di questa situazione, così come lo è la chiusura dei confini. Il boicottaggio ha causato problemi al Qatar, come per esempio la perdita per la Qatar Airways di cinque milioni di passeggeri all’anno dalla sola Arabia Saudita (secondo dati ufficiali, che potrebbero non riflettere la reale portata delle perdite); tuttavia, niente di tutto questo esporrà il Paese alla bancarotta.

Che cosa ha significato quindi la decisione di tagliare i rapporti con il vicino Qatar? Il boicottaggio ha posto fine alle ingerenze qatariote negli affari interni dei Paesi sopracitati, soprattutto dopo il divieto di cooperare e trattare con qualsiasi controparte qatariota o anche solo partner del Qatar.

Il governo di Doha appare dunque isolato e alle prese con una popolazione che non apprezza il suo comportamento e, soprattutto, non apprezza di vedersi chiudere le porte in faccia da parte di quattro Paesi di una certa importanza.

E cosa dire della minaccia del Qatar di avvicinarsi all’Iran? Doha e Teheran hanno sempre avuto buoni rapporti, anche prima del boicottaggio, ma se il Qatar vuole espandere sempre di più i punti di contatto con il regime iraniano, allora si scontrerà con gli Stati Uniti, che non fanno mistero di imporre pesanti sanzioni a tutti quei Paesi che trattano con Teheran.

Infine, la maggior parte di ciò che è stato scritto al riguardo è pura propaganda o un’analisi incompleta della natura del lungo conflitto con Doha. Il vero obiettivo è quello di isolare il Qatar.

AbdulRahman Al Rashed è un intellettuale saudita, ex caporedattore di Asharq al-Awsat ed ex direttore generale di Al-Arabiya.

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