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I tunisini nella Siria del conflitto

siriaTunisia Live (03/03/2013). Nell’escalation degli eventi in Siria si trovano coinvolti anche i tunisini che lasciano la propria nazione per unirsi ai combattimenti tra ribelli e il regime di Assad. Un giornalista ed analista politico siriano che sostiene Assad, Ahmed Youssef, ha stimato che i tunisini attualmente impegnati nel conflitto siriano sarebbero circa 1500. “Il numero era destinato a salire,” dice il giornalista, “ma dopo aver preso atto di ciò che sta davvero accadendo in Siria e della forza dell’esercito regolare, arrivano molti meno tunisini”. I combattenti stranieri sono spesso i primi ad essere uccisi: Youssef ha fatto riferimento a un incidente nel sobborgo di Khan El Assal in cui dei corpi di persone uccise sono stati bruciati privandoli così di origini ed identità.

Per Omar Sheikh, invece, ex-portavoce del Consiglio di transizione siriano, il numero dei tunisini coinvolti nel conflitto è di sole alcune centinaia, sparse soprattutto nella parte nord della Siria. Sheikh ha affermato che alcuni di loro sono giunti in Siria per conto proprio e che sono lì per sostenere la democrazia e la libertà. “La Siria non ha bisogno di altri combattenti, perciò chi arriva lo fa su base volontaria, a prescindere dal proprio background religioso e ideologico,” ha detto l’uomo, proseguendo: “Perché dovremmo ritenerli dei terroristi solo per il loro aspetto? Non abbiamo tutti il tempo di raderci in Siria: avere la barba non significa per forza essere qui a combattere”. Sheikh ha infine descritto “la maggior parte dei tunisini che ho incontrato in Siria” come persone “rispettose e come si deve. Alcuni di loro sono dottori giunti qui per dare il proprio aiuto”.


Claudia Avolio

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