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I timori economici aumentano con i nuovi scontri al Cairo

Asharq  al-Awsat (3/05/2012). Traduzione di Angela Ilaria Antoniello.

Cinquantacinque aziende internazionali ed egiziane si sono riunite in occasione del decimo Salone internazionale del franchising che si terrà nel quartiere fieristico di Nasr City. L’intento delle aziende è quello di estendere il proprio mercato in Egitto, paese in cui però la paura degli investitori aumenta e, contemporaneamente, la Borsa ha perso più di mezzo miliardo di dollari a causa dei violenti scontri dei giorni scorsi che hanno avuto luogo al Cairo e che sono costati la vita a 11 persone.Secondo alcuni investitori stranieri il mercato egiziano, anche in questo momento, offre delle occasioni favorevoli all’espansione del loro business; tra questi ci sono Antoine Sauvage, Direttore dello Sviluppo Franchising per la catena di ristoranti “Courte Paille”, e Christian Tournon, Direttore dello Sviluppo per la Francia della società tessile “Carré Blanc”. Tuttavia, la maggioranza non è dello stesso parere, infatti, le cifre dimostrano che i recenti episodi di violenza hanno influito molto sulla Borsa: gli investitori hanno messo in vendita le loro azioni e gli indici sono crollati.Nonostante la Giunta Militare abbia promesso di cedere il potere subito dopo le elezioni presidenziali, le istituzioni internazionali, da cui l’Egitto cerca dei prestiti, temono che ciò non avverrà, specie se si considerano le differenze tra le forze politiche del paese. Per un funzionario del Fondo Monetario Internazionale l’Egitto deve fare di più per ottenere un prestito di 3.2 miliardi di dollari dal’FMI, compresa la costruzione di un ampio sostegno politico e l’identificazione di ulteriori fonti per colmare un deficit di finanziamento di 12 miliardi di dollari. Mentre Ahmad Masood, Direttore del’FMI per il Medio Oriente, ha aggiunto che l’Egitto ha ancora bisogno di “alcuni lavori tecnici” per ultimare il suo programma economico.Intanto il Ministro delle Finanze egiziano, dopo aver sottolineato che fino a questo momento la mancata erogazione del prestito del’FMI non ha fermato l’economia egiziana, ha affermato che il Governo egiziano ha già preparato un piano economico e sociale che verte su due punti. Il primo riguarda la razionalizzazione della spesa pubblica, ovviamente senza ledere i diritti dei cittadini, specie quelli a basso reddito; il secondo, invece, consiste nel riscuotere i tributi arretrati, nel combattere l’evasione fiscale e nell’aumentare il numero dei soggetti passivi di imposizione tributaria. Malgrado le affermazioni del Ministro delle Finanze la scena politica è ancora piuttosto confusa e continua a gettare ombre sulla fiducia degli investitori.


Giusy Regina

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