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I rifugiati siriani in Libano: 41 % dei giovani ha pensato al suicidio

Al-Hayat (22/07/2014). Uno studio congiunto condotto dall’UNICEF, l’UNESCO, l’UNHCR e Save the Children rivela che il 41 percento dei giovani siriani rifugiati in Libano ha pensato al suicidio per l’insicurezza in cui si trova a vivere.

Il 17 percento dei giovani rifugiati ha dichiarato di “aver pensato molto al suicidio e quest’idea si è impossessata di loro”, mentre l’idea del suicidio ha “a volte pervaso” il 24 percento di loro quando sentivano che ogni via d’uscita era loro preclusa.

Un giovane siriano in Libano da circa due anni, Mustafa, è laureato in letteratura araba e non ha trovato un posto di lavoro nel suo ambito neanche per delle lezioni private. Ha pensato al suicidio molte volte sentendo che la sua vita non ha un senso: i siriani in Libano trovano impieghi sottopagati e solo se il lavoro prevede dei rischi, come l’agricoltura e la costruzione. “Cosa può distoglierti dal pensiero di commettere suicidio quando siamo esposti ad umiliazioni e difficoltà che solo chi vive richiedendo asilo conosce?”, è la domanda che pone Mustafa.


Claudia Avolio

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