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I Paesi arabi soffrono l’abbandono del settore agricolo

Di Amer Diab al-Tamimi. Al-Hayat (26/06/2014). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

In assenza di istruzioni per il recupero e la riparazione dei suoi meccanismi di funzionamento, il  settore agricolo nei Paesi arabi è trascurato o dimenticato. L’agricoltura affronta problemi significativi da molto tempo, i più importanti dei quali sono la diminuzione della terra coltivabile a causa della desertificazione, della siccità e della scarsità di acqua, problemi questi che sono legati all’ambiente, al clima e all’approvvigionamento idrico.

È noto, per esempio, che il Nilo raggiunge il Sudan e l’Egitto, nasce in Uganda e attraversa l’Etiopia. Negli ultimi anni, sono emersi dei problemi a causa del desiderio dell’Etiopia di costruire la Renaissance Dam, diga che ridurrebbe il flusso di acqua in Sudan e in Egitto. La costruzione di dighe in Turchia sui fiumi Eufrate e Tigri ha tagliato l’afflusso di acque in Siria e in Iraq, determinando l’aumento della desertificazione nell’area di al-Jazira in Siria e in diverse regioni irachene.

La questione idrica riguarda anche la Giordania e il Libano e questo conferma l’importanza di vagliare seriamente alternative sostenibili per rifornire i Paesi con le quantità necessarie di acqua, per usi diversi, e per rilanciare il settore agricolo. Si potrebbe considerare la dissalazione delle acque marine ricorrendo a tecnologie moderne a costi adeguati.

Tuttavia, dietro all’incapacità di rivitalizzare il settore agricolo, ci sono anche questioni legate alle politiche economiche. Fin dai primi anni 1950, e soprattutto dopo l’ascesa al potere dei militari in Siria, Egitto, Iraq, Sudan, Yemen e Algeria, è stata sposata la filosofia della riforma agraria, finalizzata al raggiungimento di un’equa distribuzione del reddito per i lavoratori del settore agricolo e basata sulla distribuzione dei terreni appartenenti ai latifondisti ai contadini. Queste politiche non sono, però, riuscite a creare un sistema di produzione efficiente e moderno.

Le responsabilità più importanti dei dipartimenti economici comprendono lo sviluppo e l’aumento del contributo del settore agricolo al PIL, in virtù della crescente domanda di prodotti agricoli e materie prime, come il riso, grano, mais, carne e prodotti caseari. I Paesi arabi soffrono di una grave carenza di simili prodotti e si affidano, quindi, alle importazioni. Il costo delle merci importate è più alto, inoltre, aumenta il deficit della bilancia commerciale, della bilancia dei pagamenti e la probabilità che il debito estero cresca.

Serve un riesame della situazione agricola, bisogna adottare politiche per rilanciare la produzione, risolvere i problemi fondamentali – mancanza di acqua, disponibilità di fondi, innovazione nel processo di produzione – e incoraggiare la forza lavoro per unire i posti disponibili nel settore agricolo.

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Roberta Papaleo

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