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I musulmani non erano musulmani?

musulmani e rapporto con la religioneDi Aziz al-Hajj. Elaph (18/01/13). Traduzione e sintesi di Alessandra Cimarosti.

Superata la metà degli anni 80 e fatti esperimenti ed esperimenti, ho visto e letto epoca dopo epoca, quello che stava succedendo nel mondo arabo, mi sono informato regolarmente, ma non ho mai assistito a qualcosa di simile a ciò che sta accadendo tra i musulmani negli ultimi decenni. Ascoltavamo recitare il Corano dalla radio o dalla televisione in momenti ben precisi, nel Ramadan era una cosa sacra, i religiosi praticavano i loro culti, in moschea si predicavano bontà e misericordia. Oltre a ciò, in tv e radio, venivano trasmesse canzoni, musica e film di amore, musicali e di intrattenimento, senza alcuna restrizione o fatwa. Le moschee erano piene, mentre bar, café e cinema erano aperti a chiunque volesse.

A partire dagli anni 70 specialmente, cominciando dall’Egitto ci sono stati un crescente interessamento nei confronti della religiosità in radio e in televisione, un aumento di analisi  e di divieti e la ripetuta presenza in esse di anziani, la maggior parte dei quali non aveva approfondito il diritto islamico. E ciò senza dubbio, ha influenzato negativamente le menti dei cittadini, degli ingenui e degli analfabeti, contribuendo a creare un ambiente adatto per l’estremismo islamico.

Si denuncia oggi ai musulmani di considerare islamofobico l’Occidente, e questa è una lamentela sorta da pochi anni. I musulmani sanno che l’islamofobia oltre ad interessare gruppi razzisti occidentali, ha iniziato a diffondersi anche in società e governi democratici occidentali. Da pochi anni è iniziata ad aumentare l’ossessione e la preoccupazione nei confronti delle società musulmane e la paura nei confronti dell’Islam stesso, e ciò non a causa dell’Islam e dei musulmani in quanto tali, ma quanto invece a causa di ciò che i musulmani commettono, ad esempio crimini terroristici, in nome della religione monoteista, del Profeta e del sacro Corano.

Quando si tagliano delle teste in nome dell’Islam, o quando ai terroristi musulmani viene dato il nome di “sostenitore della religione” e si presentano come “jihadisti” o comunque sostenitori dell’Islam, quando vengono fatte saltare in aria delle chiese e persino delle moschee, e quando i talebani fanno fuoco su una bambina (Malala) seduta in uno scuolabus con le sue compagne o quando una madre pakistana uccide suo figlio perché ha pronunciato male delle sure del Corano o quando nelle scuole islamiche si fa propaganda, persino in Occidente, del taglio delle mani o della lapidazione o dell’odio nei confronti dei cristiani, degli ebrei e dei restanti non musulmani, o quando una persona della portata di Morsi, descrive gli ebrei come discendenti di maiali e scimmie o in altri molti casi ancora, c’è da meravigliarsi se aumentano i sentimenti negativi e le paure nei paesi occidentali?

Questo è un argomento vecchio, di cui in molti hanno già parlato, ma rimane un argomento attuale per ciò a cui assistiamo attraverso le azioni terroristiche fatte in nome della religione, in varie parti del mondo, ultimamente in Mali e Algeria, e sentiamo e leggiamo di fatwe nulle e oscurantiste di chi si considera essere un esperto in legge islamica.

Le religioni sono in primo luogo un contatto tra Dio e l’individuo; in secondo luogo, sono necessarie per diffondere l’amore tra la gente e la lotta all’odio, avvicinando i cuori. Ormai però, la piazza si è aperta e senza restrizioni, a chi predica odio, al disprezzo nei confronti delle donne e dei non musulmani, all’istigazione all’estremismo e alla profonda avversione, nel nome del Jihad e di Dio. Tutto ciò però, è in perfetto contrasto con i decenni che hanno preceduto gli anni 70 i quali poi, sono stati oppressi e assediati da tale fenomeno.

Ma chi ieri era musulmano oggi non lo è?!! L’Islam era in dubbio?

Il cittadino musulmano semplice – e tra di essi ci sono ingegneri, medici, docenti universitari – riceve quotidianamente tutta questa quantità di fatwe ripugnanti e fuorvianti e istigatrici e sente news “jihadiste”; e quando le radio, le televisioni, youtube sono affollati di queste mercanzie scadenti e la musica e i film si contendono l’amore, è normale che molti musulmani al giorno d’oggi, siano inclini verso l’estremismo che conduce al terrorismo e all’analisi del sangue altrui, anche se non si tratta di un musulmano che si conforma al pensiero, al sottosviluppo e alle pratiche religiose?

La prima rivendicazione è inaridire le origini dell’estremismo fondamentalista, secondo quanto affermato dal professore Lafif Lakhdar. Una cultura fondata su queste basi misere e oscure non può che portare alle grotte.

http://www.elaph.com/Web/opinion/2013/1/786984.html?entry=opinion


Alessandra Cimarosti

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