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I Fratelli Musulmani vincono la prima battaglia per le presidenziali

L’Egitto ed i suoi oltre 50% di elettori hanno fatto la loro scelta, la prima scelta in quello che è un processo elettorale lungo e ricco di incognite. Oggi, nel pomeriggio, la Supreme Presidential Electoral Commission (SPEC) rilascerà i risultati ufficiali delle elezioni presidenziali, ma quasi non c’è bisogno di attenderli per capire che i Fratelli Musulmani hanno raccolto la maggioranza relativa dei voti. Un dato sorprendente se si pensa a tutte le difficoltà che il movimento islamista ha dovuto affrontare nel periodo di campagna elettorale. Prima le divisioni interne con l’espulsione di Abou al-Foutuh, poi la candidatura di Khairat al-Shater invalidata dai tribunali militari ed infine Muhammad Mursi, ritenuto da molti analisti locali come una figura con poco carisma e priva di reali possibilità di vittoria. Pochi pensavano che a vincere non sarebbe stata la persona, ma il movimento. Ed invece il ballottaggio del prossimo Giugno (16 e 17) sarà, salvo clamorosi colpi di scena, fra Ahmed Shafiq e Muhammad Mursi appunto.

Mursi che oggi si è assicurato il supporto dei salafiti di Dawa Salafiya, i quali hanno espresso il loro parere favorevole per il suo programma islamista. Stesso discorso per il partito al Nour il quale ha dichiarato apertamente il suo sostegno per il candidato ufficiale dei Fratelli Musulmani. Candidato che nella sua campagna elettorale aveva già strizzato l’occhio nei confronti delle componenti più radicali dell’islamismo egiziano parlando apertamente di “implementare la sharia”, pur non specificando nel concreto quali sarebbero state le sue azioni pratiche in merito.

Ma la Fratellanza potrebbe godere anche del voto di molta parte di quei giovani attivisti o di quella fetta di popolazione che vede in Shafiq un aperto, quanto intollerabile, ritorno al passato. Sebbene distante dall’essere una figura di totale rottura con il passato, Mursi non viene automaticamente identificato con il vecchio regime e questo è un fattore che potrebbe giocare a suo favore nel raccogliere i voti di quanti, pur non aderendo al progetto islamista, non intendono dare il proprio voto ad un esponente dell’ancien regime.

I risultati delle ultime presidenziali ci hanno tuttavia insegnato che nulla è scontato e che ogni scenario è possibile. Basta guardare al clamoroso 10.9% raccolto da Amr Moussa, dato per lungo tempo come possibile vincitore delle elezioni. Con tutta probabilità, Muhammad Mursi ed Ahmed Shafiq si sfideranno per le prossime presidenziali e nessuno scenario è da escludere. Il torbido gioco delle alleanze è aperto.

Di Marco Di Donato

Zouhir Louassini

Zouhir Louassini. Giornalista Rai e editorialista L'Osservatore Romano. Dottore di ricerca in Studi Semitici (Università di Granada, Spagna). Visiting professor in varie università italiane e straniere. Ha collaborato con diversi quotidiani arabi tra cui al-Hayat, Lakome e al-Alam. Ha pubblicato vari articoli sul mondo arabo in giornali e riviste spagnole (El Pais, Ideas-Afkar). Ha pubblicato Qatl al-Arabi (Uccidere l’arabo) e Fi Ahdhan Condoleezza wa bidun khassaer fi al Arwah ("En brazos de Condoleezza pero sin bajas"), entrambi scritti in arabo e tradotti in spagnolo.

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