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Darija: i dialetti hanno parole nuove

Di Naila MissousCourrier International (8/10/2013). Traduzione e sintesi di Giusy Regina.

L’Arabo è la lingua ufficiale di tutti i paesi del Nord Africa. Ma è la darija, il dialetto che combina varie influenze linguistiche della regione, ad essere utilizzata maggiormente nella vita quotidiana. E continua a guadagnare terreno.

In tutto il mondo arabofono, le autorità si stanno impegnando per la difesa della lingua araba classica. Di recente lo cheikh Mohammed ben Rachid Al-Maktoum, emiro di Dubai, vice-presidente e primo ministro degli Emirati Arabi, ha dichiarato che “il preservare l’Arabo è un dovere morale nazionale”. Ma la creazione di una nuova lingua deve essere per forza una cosa negativa? In ogni caso la darija non è da considerarsi un idioma propriamente nuovo, bensì in continua evoluzione.

Il Nord Africa vanta in questo senso un museo di idiomi molto ricco. A partire dai primi berberi, che parlavano già un insieme di dialetti indigeni chiamati Tamazight, per passare poi per il VII secolo, quando l’impero islamico ha introdotto l’arabo con il Corano, e ancora il XVI secolo con l’invasione dell’impero ottomano e del turco come lingua, il Nord Africa ha assorbito molte influenze linguistiche in un tempo che secondo i linguisti è relativamente breve. In più va considerata la colonizzazione spagnola e quella francese che hanno introdotto la mescolanza di altre due lingue nella darija. E ai tempi attuali dei media e della comunicazione che trasforma il pianeta in un villaggio mondiale, si aggiunge anche l’inglese, integrato anch’esso soprattutto dai giovani.

La formazione di questo nuovo strumento di comunicazione mette in evidenza i punti in comune tra le lingue. I giovani inoltre hanno a disposizione un gergo e si esprimono liberamente, creando una nuova identità ibrida. Con lo sviluppo di internet poi, essi utilizzano sempre più una sorta di codice per trascrivere la lingua araba con l’alfabeto latino. Ad esempio il 7 rappresenta il suono duro h (ح in arabo, che non esiste nell’alfabeto latino), come nella parola “mar7aba” che significa “ciao”. La darija insomma, mediante l’associazione linguistica, riflette l’evoluzione della gioventù e delle difficoltà che incontra.

É interessante inoltre notare come la darija sia utilizzata nella musica, dai media e nei film, al punto da superare i confini del Nord Africa fino a raggiungere timidamente anche i media occidentali. La lingua dunque lega gruppi etnici e sociali, definendone l’identità: in questo senso la darija riflette la storia ma anche l’apertura di una società alla globalizzazione e la sua relazione con la lingua franca del nostro tempo che è l’inglese.

 

 

Giusy Regina

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