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I combattenti curdi accusano Daesh di usare armi chimiche in Siria

Asharq al-Awsat (18/07/2015). Traduzione e sintesi di Alice Bondì

I combattenti e gli attivisti curdi hanno accusato i militanti di Daesh (ISIS) di aver sparato proiettili contenenti gas tossici contro le forze curde nella provincia di Hasak, a nord-est della Siria, il 28 giugno scorso.

Tali attacchi, il cui obiettivo era di colpire l’area di Salhiyya e le zone a sud della cittadina di Tel Brak, sono stati denunciati dalle Unità di Protezione del Popolo Curdo (YPG) e dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR).

I combattenti curdi hanno dichiarato: “Subito dopo l’attacco, quei proiettili hanno sprigionato un gas giallo che emanava un odore forte, simile all’odore di cipolla marcia […] i nostri combattenti esposti al gas hanno accusato bruciore alla gola, agli occhi e al naso, congiuntamente con un forte mal di testa, dolori muscolari, debolezza nella concentrazione e nei movimenti. Inoltre, l’esposizione prolungata a quelle sostanze chimiche ha causato anche vomito”.

Anche se non si denuncia la perdita di vite umane, l’YPG ha sottolineato che sono state ritrovate, nelle ultime settimane, delle maschere antigas di manifattura di Daesh, “e questo conferma che i fondamentalisti sono pronti e attrezzati per la guerra chimica”.

A sua volta, anche il SOHR, che ha sede in Inghilterra, citando fonti mediche, ha denunciato che in seguito alle offensive 12 combattenti dell’YPG hanno accusato alcuni sintomi, come soffocamento e bruciore agli occhi e vomito.
Tuttavia, né i curdi, né l’Osservatore Siriano sono stati in grado di confermare il tipo di sostanza chimica utilizzata negli scontri; a tal proposito è stata avviata un’indagine in collaborazione con i gruppi dei centri di ricerca di Taslih al-Naza’at (Conflitti Armati) e Sahan.

Il New York Times ha riferito, oggi, che questi centri di ricerca stavano già indagando sull’uso di armi chimiche da parte di Daesh contro i combattenti curdi in Iraq. Secondo il quotidiano americano, i ricercatori hanno trovato un proiettile di mortaio, caduto in un sito militare curdo, nei pressi di Mosul il 21 o il 22 giugno, che conteneva alcuni agenti chimici; i test sono ancora in corso per stabilire il tipo di sostanza chimica, ma un esperto in materia ha dichiarato che “si tratta certamente di cloro”.

Già da tempo Daesh è accusato di utilizzare il cloro contro i combattenti curdi; lo scorso marzo, per esempio, il governo curdo ne aveva denunciato la presenza durante un attentato con un’autobomba avvenuto il 23 gennaio nella regione autonoma del nord dell’Iraq, e rivendicato dal gruppo estremista.

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Giusy Regina

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