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Huda e Arafat: amore proibito

Zoom 28 nov Arafat HudaDi Rammah al-Jubari e Ali Abulohoom. Yemen Times (26/11/13). Traduzione e sintesi di Alessandra Cimarosti.

Arafat Radfan, il fidanzato yemenita della ventiduenne saudita Huda al-Niran, è stato rilasciato dalla prigione domenica, dopo una comunicazione da parte dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) che assicurava che a Huda sarà concesso l’asilo.

Huda è stata imprigionata alla fine di ottobre, accusata di aver attraversato illegalmente i confini yemeniti-sauditi. Lei e il suo fidanzato Arafat rappresentano i Romeo e Giulietta di oggi: la famiglia di lei non approva la loro relazione, così la coppia deve attraversare i confini, sperando di iniziare una nuova vita in Yemen.

Si sono conosciuti tre anni fa nel governatorato di Mahayl Asir, in Arabia Saudita. Lui lavorava in un negozio di telefonini e si sono innamorati in poco tempo. Sono stati l’integrità e il comportamento rispettoso di Arafat a colpire Huda. Per rendere il loro rapporto halal, hanno deciso di sposarsi. Arafat ha chiesto la mano alla famiglia di Huda, che ha rifiutato: “Non sposiamo le nostre figlie a chi non è yemenita”. Nonostante il rifiuto, Arafat ha rinnovato la sua proposta più volte.

Per porre fine alla sua storia con Arafat, il padre di Huda le ha detto che avrebbe sposato un’altra persona. Non volendo vivere la stessa sorte delle proprie sorelle, Huda ha deciso di scappare quella stessa notte in Yemen.

Arafat è rimasto shockato di aver ricevuto una chiamata da Huda con un numero yemenita, che lo informava di essere fuggita e che lo avrebbe aspettato al confine. Huda sapeva che Arafat avrebbe rifiutato un piano che l’avrebbe messa in pericolo, per questa ragione, lo ha chiamato solamente una volta arrivata.

“Non ci credevo” ha dichiarato Arafat, “Sono scoppiato in lacrime perché ero stupito dal sacrificio che aveva fatto per me, ma anche preoccupato perché il nostro futuro in Yemen era incerto”. Raggiunto però il confine, sono stati entrambi catturati.

Arafat è stato accusato di aver concorso all’ingresso illegale di Huda, ma poi è stato assolto dopo le dichiarazioni di Huda che ha confessato di aver attraversato la frontiera da sola. È stato rilasciato dalla prigione ma ha rifiutato di uscire fino a domenica, giorno in cui a Huda è stato concesso l’asilo.

Quando la famiglia di Huda ha scoperto la fuga della propria figlia è andata ad esporre denuncia all’ambasciata Saudita in Yemen, accusando Arafat di aver rapito la propria figlia. In risposta, l’ambasciata ha assegnato un avvocato ad Huda per permetterle di tornare in Arabia Saudita. Huda ha rifiutato l’avvocato e ha chiesto asilo. Ha minacciato di suicidarsi nel caso in cui fosse stata rispedita in Arabia Saudita.

Abdulraqeeb al-Qadi, avvocato assegnato a Huda dall’Organizzazione Nazionale per la Difesa dei Diritti e delle Libertà (HOOD) ha dichiarato di essere ottimista per il futuro di Huda e Arafat, visto che alla ragazza è stato concesso asilo in Yemen.

I familiari di Arafat sostengono il loro matrimonio. E non sono gli unici: il premio Nobel per la pace Tawakkol Karman ha dimostrato la propria solidarietà alla coppia; Sheikh Mohammad al-Qudma di Sanaa ha offerto loro una casa; Abu Raouf, proprietario di un negozio di mobili, ha offerto alla coppia denaro per l’arredamento (2.800 dollari); infine, giovani artisti e musicisti hanno dichiarato che suoneranno al matrimonio dei due per 7 giorni, senza addebitare loro alcuna spesa.

Roberta Papaleo

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