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Hezbollah attacca Israele: azione legittima o violazione della 1701?

Di Lina Fakhr al-Din. As-Safir (28/01/2014). Traduzione e sintesi di Francesca De Sanctis.

La rappresaglia in risposta all’attacco israeliano a Quneitra non si è fatta attendere a lungo: Hezbollah ha infatti lasciato trascorrere appena 10 giorni prima di ripagare il nemico israeliano con la stessa moneta.

La scelta del luogo è stata effettuata con estrema cura, così che, pur attaccando con forza la controparte israeliana, Hezbollah non contravvenisse alle regole del coinvolgimento tra il Partito di Dio e Israele. Se quest’ultimo ha scelto il Golan occupato, la resistenza delle fattorie di Sheb’a ha risposto con un’“operazione accurata” e stavolta “da dietro le linee nemiche”, come dicono gli esperti militari.

Ci si chiede però se con questa azione Hezbollah abbia violato la risoluzione 1701 oppure no. Alcuni sostengono che non ci sia stata violazione sulla base del fatto che le fattorie non rientrano nel quadro della risoluzione internazionale, mentre altri preferiscono attendere l’esito dell’indagine dell’UNIFIL prima di trarre conclusioni sulla questione.

I sostenitori della prima posizione, si appellano al paragrafo 10 della risoluzione, il quale “richiede al Segretario Generale di sviluppare, d’intesa con i principali attori internazionali e le rispettive parti, proposte per attuare le disposizioni degli Accordi di Ta’if e le risoluzioni 1159 (2004) e 1680 (2006), compreso il disarmo, e per la demarcazione dei confini internazionali del Libano, in particolare nelle aree in cui il confine è conteso o incerto, compreso l’esame della questione delle fattorie di Sheb’a, e di presentare tali proposte al Consiglio di Sicurezza entro trenta giorni”. L’ex vice-capo di Stato Maggiore per le operazioni dell’esercito libanese, il generale Abd Al-Rahman Shahtli, ha dichiarato che “lo Stato libanese ha in seguito presentato le proprie proposte senza che il governo israeliano facesse altrettanto, il che significa che sono stati gli israeliani a violare la risoluzione 1701 un mese dopo la sua approvazione e di conseguenza la situazione è tornata ad essere quella che era prima dell’agosto 2006, con l’occupazione delle fattorie da parte degli israeliani”, sottolineando che “il territorio è occupato secondo le leggi internazionali ed effettuare operazioni contro l’occupazione è legittimo secondo tali leggi”.

Shahtli fa inoltre riferimento al paragrafo 5 della 1701, in cui si afferma che la risoluzione “ribadisce il proprio forte sostegno, come previsto in tutte le sue principali precedenti risoluzioni, per l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza politica del Libano all’interno dei confini riconosciuti dalla comunità internazionale, come previsto dall’Accordo di armistizio generale israelo-libanese del 23 marzo 1949”. Aggiunge poi che la linea dell’armistizio segue il confine tra Libano e Palestina, in cui si trovavano fattorie libanesi che l’esercito nemico ha iniziato ad occupare dopo lo scoppio della guerra civile in Libano negli anni Settanta.

Saranno quindi le forze dell’UNIFIL, attraverso un’indagine approfondita sull’accaduto, a mettere fine alla disputa sulla presunta violazione della risoluzione 1701 da parte di Hezbollah. Qualora risulti chiaro all’UNIFIL che “gli attacchi di Hezbollah” sono partiti da dietro la Linea Blu (ovvero da dentro i confini del territorio libanese), le Nazioni Unite li considereranno una violazione, ma nel caso in cui non si sia fatto uso dei territori libanesi né ci sia stata infiltrazione all’interno dei territori palestinesi occupati, allora non si sarà trattato di violazione.

Quanto all’UNIFIL, ha rilasciato una dichiarazione che non sembra basarsi su un’analisi accurata degli avvenimenti, annunciando che “alle 11:30 circa della mattina di oggi [28 gennaio], ha assistito al lancio di sei missili contro Israele nei dintorni dell’area di Al-Ouazzani, a nord di Maissate, zona di operazioni UNIFIL, in seguito al quale l’esercito israeliano ha risposto con fuoco di artiglieria nei dintorni della stessa area”; la dichiarazione ha poi aggiunto che “alle 13:30 circa ha avuto luogo il lancio di cinque razzi nei dintorni dell’area di Kfar Shuba contro Israele e l’esercito israeliano ha risposto con l’artiglieria verso l’origine del fuoco”.

Lina Fakhr al-Din è giornalista per As-Safir.

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Roberta Papaleo

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