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Hajjar e Nouri: gli altri candidati alle presidenziali siriane

Di Ziad Haidar. As-Safir (14/05/2014). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Maher Hajjar e Hassan Nouri, i due candidati alle elezioni presidenziali in Siria prevista per il prossimo 3 giugno, hanno parlato dei motivi per sfidare il presidente Bashar al-Assad in delle interviste per la televisione di Stato.

Durante la sua intervista, Hassan Nouri ha sorriso per tutto il tempo, mentre leggeva alcuni passaggi del suo programma elettorale, argomentava e accettava le critiche del suo intervistatore.

Gli slogan adottati da Nouri sembrano coincidere con quelli ripetuti generalmente dai media locali, in termini di lotta alla corruzione, di introduzione del concetto di economia libera, che permetta allo Stato di intervenire in modo sistematico, e di sviluppo della classe media. Ha evidenziato il fatto di essere un semplice candidato alle presidenziali, di non essere in diretta competizione con Assad e ha insistito che la cosa più importante di queste elezioni non è il “posto”, ma “la promozione di una visione economica e sociale”. È convinto che non perderà, qualsiasi saranno i risultati del 3 giugno.

Nouri, che è stato ministro nel primo governo Assad per due anni, ha dichiarato che allora non c’erano le condizioni giuste per le riforme e ha notato che concludere le elezioni con “una chiara visione strategica è già abbastanza”. Ha inoltre sottolineato che “arriverà fino in fondo […] ottimista di ottenere buoni risultati”.

Questo è quanto confermato anche dall’altro candidato, Maher Hajjar, il quale ha dichiarato: “La competizione è assolutamente seria per me”. Hajjar ha annunciato che il suo programma sarà pronto a breve, giusto in tempo per il lancio della campagna elettorale.

Hajjar basa la sua propaganda sullo slogan “Lo Stato potente”. Al momento della sua proclamazione come candidato, Hajjar ha fatto luce su questioni quali la disoccupazione, la povertà e lo sviluppo, nonché il terrorismo. Da parte sua, ha una diversa visione delle elezioni: ha dichiarato che ciò che conta è l’ideologia del candidato, non il candidato in sé. Ha aggiunto che la sua maggiore preoccupazione non è quello di essere ricordato come uno dei primi sfidanti alla presidenza nella storia moderna della Siria, ma quella di esprimere “le idee del suo programma” per potersi avvicinare “alle aspirazione del popolo siriano”.

Intanto, la campagna elettorale di Bashar al-Assad ha invaso la rete, attraverso diversi social network (Facebook, Twitter, YouTube, Instagram). È semplice e ben preparata, con foto di famiglia che risalgono a un’era che, alla luce delle attuali circostanze, stimola la nostalgia di molte porzioni del popolo siriano.

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Roberta Papaleo

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