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Guida alle elezioni presidenziali egiziane 2014

Di Gamal Essam El-Din. Ahram Online (16/05/2014). Traduzione e sintesi di Viviana Schiavo.

Background storico

Tra pochi giorni gli egiziani andranno alle urne per eleggere il presidente della repubblica per la seconda volta in tre anni. Il nuovo presidente sarà il sesto in sessant’anni, da quando i militari hanno rovesciato il re Farouk, l’ultimo della dinastia di Mohamed Ali, nel luglio del 1952 e l’Egitto è stata dichiarata una repubblica nel giugno del 1953.

I cinque ex presidenti egiziani sono stati: Mohamed Naguib (luglio 1952 – novembre 1954); Gamal Abdel-Nasser (novembre 1954 – settembre 1970); Anwar Sadat (ottobre 1970 – ottobre 1981); Hosni Mubarak (ottobre 1981 – febbraio 2011); Mohamed Hussein Tantawi (febbraio 2011 – giugno 2012); Mohamed Morsi (luglio 2012 – luglio 2013).

La data delle elezioni e l’elettorato

Le elezioni presidenziali egiziane si terranno il 26 e il 27 maggio 2014. I risultati ufficiali verranno annunciati il 5 giugno. Se nessuno dei candidati otterrà più della metà dei voti nel primo turno, si terrà un secondo turno il 16 e il 17 giugno.

Il voto degli espatriati ha luogo tra il 15 e il 18 maggio. Se sarà necessario un secondo turno, gli espatriati voteranno tra il 6 e il 9 giugno. I risultati ufficiali del turno finale saranno annunciati il 26 giugno.

Circa 54 milioni di egiziani hanno il diritto di voto alle elezioni presidenziali 2014 – due milioni in più rispetto a quelli registrati nel corso della passate elezioni di maggio-giugno 2012. I numero degli espatriati con diritto di voto è di circa 681.000 egiziani.

Monitoraggio delle elezioni

Secondo l’Art. 3 della legge per le elezioni presidenziali, emessa l’8 marzo dal presidente ad interim Adly Mansour, una Commissione per le Elezioni Presidenziali (CEP) formata da cinque membri avrà il compito di  sovrintendere e monitorare le elezioni dall’inizio alla fine, campagne elettorali e conteggio dei voti compresi. La CEP è inoltre responsabile del controllo del processo elettorale degli espatriati. Il voto sarà supervisionato dalle ambasciate egiziane.

La CEP ha annunciato che 16.000 giudici prenderanno parte al monitoraggio delle elezioni. Inoltre, saranno presenti sei organizzazioni straniere: la Lega Araba, l’Unione Europea, l’Unione Africana, il Carter Center, Transparency International e Democracy International. Infine, 79 gruppi della società civile egiziana hanno il permesso di osservare le elezioni presidenziali.

I candidati

Solo due candidati si contenderanno la presidenza egiziana: Abdel Fattah El Sisi e Hamdeen Sabahi. Nelle elezioni del 2005 i candidati erano 10, nonostante le condizioni di eleggibilità fossero state pensate per permettere a Mubarak di vincere. Nel 2012, dopo la rivoluzione del 2011 e la caduta di Mubarak, 13 candidati parteciparono alla competizione elettorale che portò Mohamed Morsi e i Fratelli Musulmani al potere con pochi punti di vantaggio. Il principale rivale di Morsi era l’ex primo ministro di Mubarak ed ex generale dell’esercito Ahmed Shafiq. Il 3 luglio Morsi è stato deposto dall’incarico dopo che l’esercito si è unito a milioni di egiziani che si sono ribellati contro di lui.

El Sisi

El Sisi è nato il 19 novembre 1954. È stato ministro della difesa e capo dell’esercito. Si è unito a milioni di egiziani che chiedevano la rimozione del presidente islamista Mohamed Morsi. Questa mossa gli ha dato grande popolarità e molte fazioni politiche gli hanno fatto pressione per concorrere alla presidenza.

In un’intervista recente, El Sisi ha dichiarato che il suo programma elettorale è basato sul salvare l’Egitto da tre anni di caos politico e restaurare la stabilità e l’attività economica. Ha, inoltre, promesso di cancellare i Fratelli Musulmani e promuovere le relazioni con i Paesi del Golfo.

El Sisi è sostenuto dalle vecchie forze politiche egiziane, come il partito liberale Wafd, le forze di sinistra del Partito Unionista Nazionale Progressivo, del partito Arabo Nasserista e del Partito Nazionale Democratico (il vecchio partito di Mubarak). Anche il partito salafita ultraconservatore Nour ha annunciato il suo sostegno ad El Sisi, ma il supporto maggiore viene dal movimento Tamarod.

Sabahi

Sabahi, 59 anni, è un politico di sinistra che sposa l’ideologia dell’ex presidente Gamal Abdel-Nasser, principalmente basata sulla promozione del nazionalismo arabo, la lotta alla privatizzazione e il rifiuto dei Fratelli Musulmani. Inoltre, è un promotore del rafforzamento dei rapporti con gli Stati Uniti. È stato arrestato diverse volte durante i regimi di Sadat e Mubarak ed ha partecipato alla fondazione del Partito Nasserista Arabo nel 1992. Nel 2001, a causa di contrasti con i leader del partito, decide di abbandonarlo e di fondare un suo partito, chiamato Karama. Nelle elezioni del 2012, il partito Karama ha stretto un’alleanza con i Fratelli Musulmani, ottenendo cinque seggi in parlamento.

È sostenuto dal movimento dei giovani rivoluzionari e da altre forze liberali e di sinistra, tra cui il Partito della Costituzione, il Partito della Giustizia e il Movimento dei Socialisti Rivoluzionari.

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Viviana Schiavo

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