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Guerra in Siria: l’inizio della fine?

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In linea con i recenti avvenimenti, il conflitto siriano sta entrando nella fase iniziale della sua fine ma il terrorismo resta comunque una minaccia concreta.

Di Osman Mirghani. Asharq Al-Awsat (07/09/2017). Traduzione e sintesi di Veronica D’Agostino.

Prendendo in considerazione le parole pronunciate negli ultimi giorni dal presidente russo, Vladimir Putin, e dall’inviato speciale per le Nazioni Unite, Steffan De Mistura, l’impressione è che ci troviamo di fronte all’inizio della fine della guerra siriana, soprattutto in seguito alle recenti sconfitte riportate da Daesh (Isis). Infatti, si prevede che la definitiva liberazione di Raqqa, la loro roccaforte, e quella della regione di Deir Ezzor avverrà in poche settimane, forse addirittura entro la fine del mese prossimo.

Ma ciò significa quindi che la guerra in Siria sta entrando nel suo capitolo finale e che dopo più di sei anni di sofferenza e di distruzione, i siriani potranno sognare un ritorno alla stabilità? Noi ci auguriamo di sì, tuttavia né lo scenario attuale, né l’esperienza irachena ci assicurano che il terrorismo non ritorni, specialmente se vi è una base politica assente o carente e se ancora persistono attrazioni interne e interventi esterni.

Inoltre, l’espulsione di Daesh da Raqqa e da Deir Ezzor non significa aver sconfitto il terrorismo. Molte sono le questioni che restano in sospeso: quale sarà il destino delle restanti aree di tensione, come Idlib, e quello delle altre organizzazioni terroristiche che continuano a costituire una fonte di rischio, sia essa apparente o nascosta? Finora infatti, non è chiaro cosa accadrà nelle zone in cui i jihadisti sono stati trasferiti nell’ambito degli accordi e dei trattati esistenti, né se la battaglia di Idlib sia stata rinviata, né se esiste un piano per gestire i terroristi e gli estremisti.

Vladimir Putin, il quale ha presentato il suo piano per il post-liberazione della regione di Deir Ezzor durante questa settimana, ha affermato che la prossima mossa sarà stabilire un sistema di tregua, fortificare le zone a bassa tensione e far partire il processo politico per la risoluzione della crisi. Tuttavia ha anche ammesso che, nonostante gli ultimi successi, è ancora troppo presto poter parlare di vittoria finale e dell’eliminazione di Daesh.

Da parte sua, De Mistura ha ribadito quanto sia importante il supporto della comunità internazionale al fine di garantire il dialogo e raggiungere un accordo che permetta la partecipazione di tutte le componenti siriane all’interno di un governo inclusivo, con elezioni previste entro fine anno. Tuttavia, sebbene la comunità internazionale sia pronta a fornire tutto il suo aiuto per una soluzione politica e per la ricostruzione della Siria, la vera soluzione a questo lungo e terribile conflitto può essere raggiunta solamente dai siriani stessi, agendo negli interessi e per il bene del proprio paese ed evitando di ripetere gli errori compiuti dall’Iraq.

Osman Mirghani è l’ex vicedirettore e il senior editor di Asharq Al-Awsat.

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