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Il gruppo “Hajez” (Barriera), musicisti siriani di strada a Istanbul

Al-Hayat (23/07/2014). Mohammad suona il liuto, Waseem il violino, e gli altri ragazzi siriani si uniscono a loro in piazza Indipendenza (Istanbul, Turchia) e danno vita a musica di strada che riecheggia di retaggio arabo. Superando l’ostacolo delle loro inclinazioni politiche diverse, il gruppo ha deciso di chiamarsi “Hajez” (Barriera, in arabo), col desiderio di andare oltre attraverso la musica.

Per Mohammad il suo liuto è l’arma da poter imbracciare ogni volta che si sente triste. Anche se ha dovuto dire addio al suo fratellino di 15 anni – ucciso sotto tortura nelle carceri del regime siriano – usa la musica per riempire le strade e sconfiggere il rancore con le melodie che pervadono il suo cuore.

Quando i turisti si stupiscono della loro nazionalità, i musicisti sembrano voler dire: “Sì, veniamo dalla Siria, dove si bruciano i corpi dei bambini e i ragazzi muoiono nelle prigioni nere di tenebre. Ma siamo un popolo ancora capace di sognare, anche quando è così difficile”.

Claudia Avolio

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