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Il grande salto di Mahi Binebine

mahi binebineSembra che Dio si sia dimenticato dei ragazzi di Sidi Moumen e che loro in risposta siano andati a cercarlo.

Le stelle di Sidi Moumen non sono solo piccoli calciatori capaci di selezionare con mano esperta il meglio da una discarica, sono anche in grado di fare molto di più, di dare la loro vita – misera -, per conquistarsi un posto – degno! – in Paradiso. Di fare “Il grande salto”.

Ho girato il Marocco in lungo e in largo eppure Mahi Binebine mi ha condotto là dove non ero mai stata, un luogo che in verità non avrei mai voluto conoscere. Chi vorrebbe farlo, d’altronde? Sidi Moumen è la baraccopoli/discarica dalla quale sono nati i kamikaze che nel 2003 hanno provocato gli attentati di Casablanca: 5 esplosioni dislocate e 41 morti.

Ispirandosi a questi fatti, l’autore si addentra in un territorio tabù, volendoci raccontare il terrorismo da un altro punto di vista, quello di chi nel provocare terrore non cerca altro che dignità, redenzione, paradossalmente giustizia.

Mahi Binebine non vuole mai giustificare ma comprendere, scavare nel profondo di una società che crea bambini spazzatura, tentando in questo modo a dare un’anima al terrorismo.

Operazione riuscita: in questo consiste la forza del libro. Sarei voluta entrare nel libro almeno un attimo, in tempo per abbracciare Yashin, Nabil, Azzi, Fouad, Hamid o Khalil, se non per fermarli, per perdonarli prima del “grande salto”.

 

Il romanzo “Il grande salto” è edito da Rizzoli, tradotto dal francese da Manuela Maddama (il titolo originale è “Les étoiles de Sidi Moumen”).

Dal libro è stato tratto il film Les chevaux de Dieu, di Nabil Ayouche (2012).

Con i proventi del film Mahi Binebine ha fondato l’associazione culturale Les étoiles de Sidi Moumen attiva nella periferia di Casablanca con l’obiettivo di formare i giovani ai mestieri dell’arte. Qui la pagina Facebook.