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Gli Houthi: dalle origini alla presa di Sana’a

Ribelli Houthi

Gli Houthi appartengono alla setta degli Zaydi, un ramo dell’Islam sciita che costituisce quasi un terzo della popolazione a maggioranza sunnita del paese.

Gli Zaydi sono la maggioranza nelle province settentrionali dello Yemen, al confine con la potenza sunnita dell’Arabia Saudita. Gli Houthi sono da sempre accusati di esser sostenuti dall’altra superpotenza regionale: l’Iran sciita.

Gli Houthi nascono come formazione ribelle contro la discriminazione, con il nome Fedele gioventù nel 1992, ed erano guidati dal leader spirituale  Badreddin al-Houthi. Il gruppo prese poi il nome di Ansar Allah e reclamava una discendenza diretta con la famiglia del Profeta Muhammad.

Lamentando sempre un’emarginazione all’interno del Paese, i ribelli sciiti hanno combattuto 6 guerre contro il governo, tra il 2004 e il 2010, quando firmarono un accordo di tregua con l’allora presidente Saleh.

L’anno scorso, gli Houthi si erano fortemente opposti a un piano di divisione federale del paese in 6 regioni, dichiarando che questo avrebbe diviso il paese in ricchi e poveri.

Il loro ruolo durante la rivolta del 2011

Ispirati dalle rivolte della Primavera araba, nel 2011 la popolazione yemenita si ribellò contro l’allora presidente Saleh. I combattenti Houthi si unirono alla protesta nella capitale yemenita, in quella che rappresentò la prima dimostrazione della loro potenza al di fuori dei territori dei loro bastioni, le regioni di Saada e Amran.

Gli Houthi però non accettarono l’accordo mediato dall’Arabia Saudita che poneva il presidente Hadi al posto di Saleh (anch’egli Zayda).

Nonostante la loro contrarietà, nel 2012 Hadi divenne il presidente dello Yemen e venne formato un nuovo governo.

L’avanzata verso Sana’a

Agli inizi del 2014, gli Houthi guidarono la tribù di Al-Ahmar fuori dalla provincia di Amran fino alla capitale Sana’a, scontrandosi contro le forze alleate al governo, in un’offensiva che il presidente Hadi descrisse come un tentativo di “colpo di stato”.

Il 21 settembre gli Houthi presero il controllo delle istituzioni chiave, inclusa la sede del governo e i siti militari, in seguito a un’apparente resa delle forze dell’esercito.

Lo stesso giorno le forze ribelli sciite firmarono un accordo con l’Onu che prevedeva la formazione di un nuovo governo e il ritiro delle forze Houthi da Sana’a, impegno che i ribelli devono ancora portare a termine.

Dopo aver preso il controllo della capitale gli Houthi provarono a dirigersi verso sud, dove però incontrarono la resistenza dei sunniti e dei fedelissimi di Al Qaeda.

Lo scorso sabato i ribelli sciiti avevano aumentato la loro stretta su Hadi, rapendo il primo ministro Khalid Baha e sequestrando il giorno successivo il palazzo presidenziale.

Silvia Di Cesare

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