News Zoom

Gli eccessi dell’ISIS e la responsabilità islamica

Di Iyad Abu Shaqra. Al-Sharq al-Awsat (29/07/2014). Traduzione e sintesi di Giusi Forrisi.

Il rapporto annuale della U.S. International Religious Freedom di quest’anno è stato redatto prima che i cristiani della città di Mosul, nel nord dell’Iraq, venissero costretti a fuggire dalla loro terra; tuttavia il rapporto ha indicato che il 2013 è stato l’anno con il maggior numero di trasferimenti di popolazioni avvenuti a causa della religione nella storia moderna.

A questo proposito ci sono due fattori che meritano di essere messi in evidenza: il primo è la debolezza della leadership mondiale nell’affrontare il problema; il secondo è l’esistenza di una crisi di opinioni e aspirazioni nel mondo musulmano che si ripercuote nella nascita di movimenti estremisti i quali uccidono, distruggono e scacciano intere popolazioni in nome dell’islam. L’intolleranza, l’estremismo e il terrorismo non sono però mali di cui i musulmani hanno il monopolio, poiché questi esistono da secoli e ovunque.

La crisi di leadership mondiale sopra menzionata appare, ad esempio, in una delle più grandi democrazie, quella degli Stati Uniti. È chiaro che il ritiro americano ha contribuito a scatenare istinti incontrollabili ed ha incoraggiato gli individui e i gruppi a non dare alcun peso alla coesistenza nel prendere qualsiasi tipo di iniziativa. Inoltre, la posizione passiva assunta dagli americani in Siria, è stato il più grande “dono” che gli estremisti potessero ricevere: in questo modo si sono impossessati della rivolta del popolo siriano trasformandone l’obiettivo in un progetto di califfato.

Ad oggi, non c’è nessuno, se non i musulmani stessi, che sia in grado di agire per salvare la reputazione dell’islam, la sua civiltà e il suo patrimonio; per non parlare degli interessi del popolo musulmano nel mondo e del danno arrecato da coloro che pretendono di parlare in suo nome. È proprio qui che la responsabilità ricade sui musulmani.

L’ISIS svolge oggi lo stesso ruolo svolto da Al-Qaeda nel settembre 2001. Ad esso si aggiunge il Fronte al-Nusra, il quale si è presentato come meno estremista  rispetto all’ISIS ma che continua a mantenersi fedele ad Al-Qaeda. I due gruppi hanno fornito un pretesto per contestare la comunità internazionale rivoltandosi così contro il popolo siriano, e allo stesso tempo tollerare le ambizioni dell’Iran nella regione, così come i crimini commessi dal partito Likud nei territori palestinesi.

Dunque spetta ai musulmani, prima di tutti, prendere l’iniziativa per purificare l’immagine dell’islam affrontandone gli estremismi e permettendogli in tal modo di affermarsi come religione tollerante.

Le scene di distruzione che hanno avuto luogo nelle città di Mosul, Aleppo e Gaza riassumono eloquentemente il dramma di cui si è parlato.

Vai all’originale

 


Roberta Papaleo

Scrivi un commento

Clicca qui per postare un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.