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Gli arabi-palestinesi e le elezioni israeliane

Di Allison Deger. Mondoweiss (26/02/2016). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

palestinesi elezioni israeliane inLa stagione elettorale israeliana è iniziata mesi fa, ma i partiti arabi hanno lanciato la loro campagna solo di recente. La loro tattica è quella di portare al voto quei cittadini arabi-palestinesi che in passato hanno boicottato le elezioni o hanno mostrato apatia. Di fatti, nelle recenti elezioni quasi la metà degli arabi di Israele non hanno partecipato. Ma stavolta, i partiti arabi guadagnano terreno. Alcuni sondaggi hanno già mostrato che potrebbero ottenere abbastanza voti da diventare il terzo gruppo all’interno della Knesset.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, ecco alcune domande frequenti e le rispettive risposte sui palestinesi e le elezioni in Israele.

Come funzionano le elezioni? Dal momento che Israele ha un governo di coalizione, le elezioni sono divise in due processi. Il primo è la selezioni dei membri della Knesset. Una volta eletti, i 120 parlamentari membri dei partiti vincenti (di solito intorno ai 30) negoziano la formazione del nuovo governo di coalizione.

Chi può votare? Tutti i 6,5 milioni di cittadini israeliani possono votate, incluso il 20% composto dai cittadini palestinesi di Israele. Vengono inoltre allestiti seggi elettorali in Cisgiordania e a Gerusalemme Est per permettere di votare ai 550.000 israeliani che vivono nei territori occupati.

Chi non può votare? I circa 350.000 palestinesi che vivono nell’occupata Gerusalemme Est e possiedono una carta di identità di Gerusalemme non sono cittadini di Israele e quindi non possono votare (anche se possono farlo in occasione delle elezioni amministrative). Nonostante non gli sia permesso di votare, questi palestinesi sono comunque soggetti alle leggi israeliane, al pagamento delle tasse e hanno diritto a benefici quali l’assistenza sanitaria. Tuttavia, i quasi 350.000 coloni israeliani che vivono a Gerusalemme Est, considerati cittadini israeliani, possono votare. Inoltre, mentre i coloni in Cisgiordania possono votare, i palestinesi che vivono nei territori occupati (compresa la Striscia di Gaza) non hanno diritto al voto.

campagna lista araba unitaQuali sono i candidati palestinesi? I cittadini palestinesi di Israele hanno proposto candidati in tutte le elezioni sin dalla fondazione dello Stato, ma nessun partito arabo è mai stato invitato a far parte della coalizione al governo. Quest’anno, alcuni cambiamenti nella legge elettorale hanno costretto i tre gruppi minori di partiti arabi e una fazione arabo-ebraica a fondersi sotto un unico nome, la Lista Araba Unita. È un misto di comunisti, nazional-democratici e membri del movimento islamico. Alcuni dei gruppi partecipanti appoggiano la soluzione a due Stati, altri mirano alla creazione di uno Stato bi-nazionale tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo.

Qual è la natura della campagna araba? Per la prima volta, i partiti arabi fanno uso di uno slogan in arabo e in ebraico, che recita “Questa è la mia risposta al razzismo”. Le campagne precedenti erano solo in arabo. La campagna stessa è un invito “alla totale uguaglianza”, come dichiarato da Abdullah Abu Marouf, portavoce del partito.

palestinesi elezioni israeliane in 2Ci sono stati tentativi di escludere i candidati palestinesi dalla corsa alle elezioni? Sì, e di fatto la campagna anti-razzista della Lista Araba Unica è una risposta al tentativo di espulsione dell’araba Hanin Zoabi dalla rosa dei candidati. Stessa sorte è toccata a Baruch Marzel, esponente dell’estrema destra israeliana. Nonostante la Corte Suprema abbia poi annullato tali decisioni, gli esponenti di destra hanno continuato a opporsi alla sentenza. Ne è un esempio il manifesto di propaganda che mostra Marzel accanto a Ahmed Tibi, candidato di spicco della lista araba, con sotto la frase in ebraico: “Siete matti?”.

Quanti seggi potrebbero ottenere gli arabi nelle prossime elezioni? Secondo un sondaggio della rivista +972 Magazine, la lista araba potrebbe ottenere fino a 15 seggi in seno alla Knesset, quattro in più rispetto a quello ottenuti nel 2013. Invece, un sondaggio del quotidiano Haaretz prevede 12 seggi, ma anche così sarebbe formidabile. Un tale risultato significherebbe che i cittadini palestinesi di Israele rispondono positivamente alla lista comune.

Il tempo del boicottaggio delle elezioni israeliane è finito? Sembra che il decennale boicottaggio arabo nei confronti delle elezioni israeliane sia arrivato al capolinea, benché non ci sia stato alcun annuncio ufficiale.

In passato, Israele non ha mai avuto a che fare con gli arabi come veri avversari politici. Queste elezioni dimostreranno cosa succede quanto i palestinesi usano la loro influenza democratica in un processo elettorale. Detto ciò, tuttavia, uno scenario in cui cittadini arabi-palestinesi possano cambiare la direzione della politica israeliana attraverso un cambiamento democratico è ancora molto lontano.

Allison Deger è vice caporedattrice di Mondoweiss.net.

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Roberta Papaleo

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