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La calda estate della politica in Marocco

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Di Ali Anouzla. Al-Araby al-Jadeed (06/07/2016). Traduzione e sintesi di Laura Cassata

Il Marocco sta vivendo una calda estate politica in vista delle elezioni legislative che dovrebbero svolgersi il prossimo 7 Ottobre. Ancor prima dell’inizio della campagna elettorale ufficiale, si sta già svolgendo una campagna di “riscaldamento”, che predice l’atmosfera dei prossimi mesi.

Le prossime elezioni rivestono una grande importanza, poiché sono le seconde a svolgersi dopo la Costituzione che il Marocco ha ratificato per far fronte alla tempesta della Primavera araba. Esse sono il primo vero esame della popolarità per gli islamisti dopo 5 anni di governo, durante i quali sono state prese delle decisioni impopolari, ma ritenute necessarie per il bene pubblico. Gli avversari, oggi, scommettono sulla loro sconfitta, contestando i risultati delle performance del governo, che, a sua volta, li ritiene un “successo leggendario”.

Alcuni ritengono che il vero scontro avverrà tra due grandi poli: quello riformista, guidato dal partito islamista attualmente al potere, e quello che si autodefinisce come “salvatore” e “rifugio” dal predominio dagli islamisti, guidato dal partito fondato dall’attuale consigliere di re Mohammed VI.

La vera sfida per gli islamisti è quella di dimostrare di essere capaci di vincere e continuare a governare. Quanto ai loro avversari, dovranno cercare di rimuovere gli islamisti dal governo per evitare che il loro predominio penetri in profondità nella gestione e nell’amministrazione del paese.

Come in tutte le campagne elettorali, i partiti hanno iniziato, sin da adesso, a “impugnare le loro armi” e hanno dato vita a uno scambio di accuse e contro-accuse. In tale contesto, il capo del governo e leader del Partito di Giustizia e Sviluppo, Abdelilah Benkirane, ha insinuato l’esistenza di due governi in Marocco: uno ufficiale e l’altro cosiddetto“Deep State”. Per tale dichiarazione, Benkirane è stato accusato di infedeltà e di mettere in discussione il percorso democratico marocchino.

Come in ogni campagna elettorale non mancano i metodi propagandistici, quali le promesse di posti di lavoro immaginari o l’utilizzo di siti religiosi al fine di promuovere il discorso politico. Più si avvicinano le elezioni e più aumenta l’uso di simboli ed emozioni per cercare di avvicinarsi alla maggior parte del pubblico degli indecisi, che non si fidano del processo politico. Ai metodi propagandistici bisogna aggiungere anche quelli punibili legalmente, come l’uso di denaro al fine di ottenere più voti.

Ma a parte gli scontri politici e i metodi impiegati, la scommessa reale e più grande per le prossime elezioni si traduce nella capacità di costruire un vero modello marocchino, capace di affrontare e superare le tempeste che scuotono molti paesi arabi.

Ali Anouzla è uno scrittore e giornalista marocchino, fondatore e direttore di Lakome.com.

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