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Essere bambini in Siria

Di Harun Yahya. Middle East Monitor (03/07/2015). Traduzione e sintesi di Claudia Avolio.

Safi è un ragazzo di Latakia, in Siria. Un giorno mentre era a scuola, un barile-bomba è stato sganciato sull’edificio da uno degli elicotteri del regime siriano. Schegge della bomba gli hanno sfigurato il volto e alcune gli si sono conficcate nella schiena. Dice che tra i suoi amici ce ne sono certi che non vogliono giocare con lui perché la ferita sul suo volto provocata dalla scheggia li spaventa. Safi vuole diventare un dottore, per poter “aiutare i bambini e gli adulti feriti e salvare le loro vite”.

Questa è solo una delle decine di storie di bambini siriani che il sito turco dell’UNICEF ha pubblicato, in cui troviamo dettagli sull’oppressione, l’esilio e i massacri che questi bambini si sono trovati a vivere. Dall’ultimo report dell’UNHCR e dell’UNICEF si apprende che il numero di bambini  che si trovano in Siria e che continuano a soffrire e ad aver bisogno di aiuto è di 5,6 milioni, 323 mila dei quali hanno meno di 5 anni. Oltre un milione dei rifugiati siriani che sono fuggiti dal loro Paese è formato da bambini sotto gli 11 anni. In Siria, 11525 minorenni restano in custodia.

Secondo il Centro per la Documentazione delle Violazioni in Siria, 98823 bambini sono rimasti orfani a causa del conflitto in corso, mentre da un report della Rete Siriana per i Diritti Umani emerge che 6500 bambini in Siria sono al momento prigionieri. Lo stesso report afferma inoltre che 94 bambini sarebbero morti come risultato diretto delle torture subite.

La situazione dei bambini siriani è stata ridotta a una piccola nota scritta in fondo alle notizie dei media mainstream. La gente vede case bruciate e in rovina, i corpi di bambini crivellati di pallottole, eppure la maggior parte delle persone queste foto non le guarda molto spesso. E se lo fa, dimentica presto. La gente vuole dimenticare. Questo perché per alcuni non c’è problema almeno finché il proprio comfort e il proprio essere al sicuro restino intatti.

La gente, invece, dovrebbe pensare ai bambini siriani tanto quanto si dà da fare per i propri figli. Se queste persone si fossero alzate dalle loro sedie, fossero andate in Siria per un paio di giorni e avessero sperimentato il terrore e l’orrore della guerra che vi imperversa, sarebbero ancora in grado di restare tanto insensibili?

Harun Yahya è uno scrittore turco.

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Claudia Avolio

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