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Eni, Milano: ‘Il giacimento in Egitto emblema del nostro modello’

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Dal blog Egitto in movimento di Ludovica Brignola

“Zohr è stato l’emblema del nostro modello”: con queste parole l’amministratore delegato di ENI, Claudio Descalzi, ha definito il più grande giacimento di gas mai rinvenuto nel Mar Mediterraneo, scoperto in Egitto nell’agosto del 2014.

Lo ha affermato l’AD la scorsa settimana all’Investor Day di Milano, in Borsa Italiana, a palazzo Mezzanotte, durante il quale ha confermato che il 2016 è stato un anno eccezionale e che il 2017 sarà un anno molto importante soprattutto per 4 progetti quasi interamente africani. Il primo, l’East Hub in Angola, poi due progetti in Ghana e Indonesia, ed infine, quarto e ultimo, il maxi giacimento egiziano di Zohr, dove come ha affermato Descalzi “tutto è stato fatto con una velocità incredibile”.

Infatti, come ha sottolineato l’AD, già parte di quella maxi scoperta è stata monetizzata, con la cessione del 10% del giacimento agli inglesi di British Petroleum e del 30% ai russi di Rosneft. Una scoperta che sarà in grado di coprire, come ha affermato il numero uno, tutta la domanda di gas fino al 2022.

Secondo gli analisti  le scelte di Eni negli ultimi sette anni sono state molto intelligenti non avendo battuto strade tradizionali, operando in luoghi, come il Congo e l’Egitto, in cui altri avevano blocchi abbandonati. Inoltre, le scoperte – che dal 2008 ad oggi sono state per 13 miliardi di barili – permettono di accelerare i tempi dalla scoperta del giacimento alla consegna al mercato.

Fattori che hanno probabilmente avuto un ruolo nella riconferma ad amministratore delegato di Descalzi nella giornata di rinnovo dei CDA di inizio settimana, oltre che della sua presidente Emma Marcegaglia.

Sul tema futuro, poi, oltre al gas, Descalzi si è concentrato sulle energie rinnovabili: “Al centro della nostra strategia adesso c’è soprattutto il settore eolico e il fotovoltaico. In Africa c’è molto Sole, e per questo abbiamo già avviato progetti in Egitto, Tunisia, Algeria, Ghana e Pakistan”.


Ludovica Brignola

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