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Le elezioni municipali danno speranza al futuro del Libano

Libano

Di Lina Khatib e Bassem Deaibess. Middle East Eye (09/05/2016). Traduzione di Roberta Papaleo.

La scorsa domenica, con il primo turno di municipali, dopo quattro anni in Libano si sono svolte delle elezioni. Per anni, la politica libanese è rimasta congelata: ciò ha quindi conferito una rinnovata importanza alle votazioni municipali, come unica chance per il popolo di esercitare i loro diritti nelle attuali condizioni del paese.

Ad avere la meglio in queste elezioni la cosiddetta “Lista dei Berutini”, rappresentante dei principali partiti politici del Libano. È fondamentale notare che questa lista è riuscita a mettere insieme candidati di due delle maggiori forze politiche libanesi: i movimenti 8 Marzo e 14 Marzo. Un’alleanza davvero eccezionale, se si pensa al fatto che la rivalità tra questi due partiti è il motivo dell’eterno rinvio delle elezioni parlamentari e presidenziali.

Altro elemento degno di nota è il fatto che, per la prima volta nella storia del paese, una lista tecnocratica di candidati indipendenti – la Beirut Madinati (cioè “Beirut La Mia Città”) hanno concorso alle elezioni per sfidare lo status quo politico del governatorato della capitale libanese.

Tuttavia, è necessario frenare gli entusiasmi. La partecipazione elettorale si è aggirata attorno al 20% e la vittoria della Lista dei Berutini su Beirut Madinati sottolineano lo stallo in cui riversa la situazione politica in Libano.

L’architettura politica libanese vede i principali leader settari identificarsi naturalmente come maggiori rappresentanti politici, per poter garantire che gli interessi delle loro fazioni abbiano la priorità su quelli nazionali. In questo modo, ai candidati dei vari partiti basta trovarsi su una delle liste in corsa per essere eletti, senza la necessità di presentare piani o piattaforme elettorali per incentivare la popolazione a votarli.

La lista Beirut Madinati è nata all’indomani delle proteste sui rifiuti, scoppiata la scorsa estate a Beirut, e molti dei suoi candidati hanno di fatto partecipato attivamente alle manifestazioni. Con la crisi dei rifiuti, speravano di poter sottolineare l’importanza dei problemi delle municipalità, a partire da quello della corruzione dilagante.

Tutti questi fattori hanno contribuito a conferire un’importanza eccezionale a questo turno di elezioni municipali.

Sebbene Beirut Madinati non abbia vinto, rappresenta comunque la prima iniziativa simile nella storia politica del Libano, un’iniziativa tale da convincere le principali élite politiche nemiche a superare gli ostacoli e unirsi nella lotta. In un paese in cui lo stallo e l’apatia prevalgono, fenomeni come Beirut Madinati sono importanti pietre miliari nell’evoluzione dell’attivismo politico.

Lina Khatib è a capo del Programma per il Medio Oriente e il Nord Africa alla Chatham House.

Bassem Deaibess è un attivista libanese per l’ambiente, i diritti sociali e delle donne.

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Roberta Papaleo

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