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Effervescenza elettorale in Marocco

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Le seconde dalla riforma costituzionale del 2011, le elezioni legislative del 7 ottobre vedono al centro dello scontro gli islamisti del PJD e i liberali del PAM e saranno cruciali per determinare il futuro del paese

Di Hicham Alaoui. Atlas Info (05/10/2016). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

A meno di due settimane dal suo lancio, la campagna elettorale per le legislative in Marocco è alle stelle. I candidati delle differenti formazioni politiche si contendono la simpatia degli elettori esponendo i loro programmi, ma di certo ad occupare la scena è soprattutto il duello tra Partito Autenticità e Modernità (PAM) e il Partito Giustizia e Sviluppo (PJD).

Le strade sono invase dai manifesti e dagli inni delle campagne. Bus, macchine, taxi e moto vestono i colori dei loro candidati preferiti. I giovani, reclutati all’occasione, esibiscono t-shirt dei diversi partiti in lizza per queste votazioni, le decime dall’indipendenza del regno nel 1956 e le seconde nel loro genere all’insegna della nuova Costituzione del 2011.

Ormai resta poco tempo per convincere gli elettori, ma analisti e osservatori intravedono una tendenza ben definita: una bipolarizzazione è all’orizzonte, un faccia a faccia tra il PAM, liberale, e il PJD, islamista al potere dal 2012. Decisamente, queste sono le due formazioni principali del panorama politico marocchino e incarnano una bipolarizzazione sia territoriale (città vs campagne) che ideologica (conservatori vs liberali). Per quel che resta dei partiti storici, fatta eccezione per Istiqlal che è riuscito a tirarsi d’impiccio arrivando secondo alle comunali del 2015, l’Unione Socialista delle Forze Popolari (USFP) soffre un’enorme regressione, avendo perso le roccaforti di Rabat e Agadir.

Di fronte a questa situazione, il duello PAM-PJD si annuncia decisivo. Il PJD, alla testa di una coalizione formata da cominusiti e conservatori, basa il suo programma sulla continuità: “La nostra voce, la nostra opportunità per continuare la riforma”. Questo il credo del partito islamista.

Suo rivale, il PAM lo fustiga sulla situazione economica, sulla crescita in stallo, sul tasso di disoccupazione esponenziale, su riforme che minano il potere di acquisto dei cittadini. Il partito propone un “piano di salvataggio” e una revisione del modello di crescita, nonché la promozione dei diritti delle donne. “Siamo in una situazione catastrofica, a livello economico e sociale”, ha detto Ilyas El Omari, segretario generale del partito, per il quale il nocciolo di queste elezioni “è salvare il Marocco in termini economici e politici”.

Diametralmente opposti, i due partiti sono messi a dura prova, con un piccolo vantaggio per il PAM, il quale conta sugli elettori che sono stufi marci del modello di gestione del PJD, che non ha fatto altro che spingere il paese nel vortice del debito.

Hicham Alaoui è un giornalista marocchino.

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