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Egitto: turismo fermo, animali in difficoltà

Elaph (29/01/2012). I cavalli, i cammelli e i bazar? Vittime di una brusca frenata al turismo egiziano. Alcuni di questi animali, che in passato trasportavano i turisti accompagnandoli alle piramidi, stanno morendo di fame e stenti. Fenomeno che lascia i loro ‘padroni’ senza lavoro. Si stima che siano almeno tre milioni gli egiziani che fino ad oggi hanno fatto affidamento sul settore turistico per avere un reddito adeguato. Dallo scoppio della rivoluzione, il 25 gennaio di un anno fa, questo è stato tra i settori più colpiti e penalizzati dagli eventi. Sarebbero almeno quindicimila le persone che hanno perso il proprio lavoro. La media dei familiari a carico per ciascun lavoratore del settore è di quattro persone. Alcuni hanno cercato di specializzarsi in altri mestieri, come il trasporto di scarti relativi a demolizioni e costruzioni. Hanno acquistato per questo dei veicoli appositi, ma anche in quel contesto la vita è dura. La situazione difficile del mercato e l’edilizia stagnante fanno sì che nessuno o quasi costruisca più palazzi. Chi malgrado tutto è rimasto ad accudire i propri cavalli e cammelli per svolgere il proprio mestiere all’insegna del turismo, fa i conti con l’innalzamento dei prezzi del cibo per nutrirli, e raramente riesce ad assicurare loro ciò di cui avrebbero bisogno per sopravvivere.

Claudia Avolio

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