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Egitto: suicidio collettivo?

Egitto crisi economica Fratelli Musulmani

Egitto crisi economica Fratelli MusulmaniDi Amr Adly. Egypt Independent (17/12/2012). Traduzione e sintesi di Cristina Gulfi

L’Egitto sta affrontando la crisi politica più grave dell’era post Mubarak. Il referendum costituzionale ha inasprito lo scontro tra il Presidente Morsi e le altre forze politiche, ma i Fratelli Musulmani molto probabilmente la spunteranno grazie all’arma della propaganda religiosa.

La decisione di chiudere la fase di transizione ad ogni costo dipende in larga misura dal deterioramento dell’economia e dalla necessità di avviare il paese alla ripresa. Una certa stabilità politica è dunque fondamentale per attirare investimenti esteri e finanziamenti.

Il rilancio dell’Egitto dipende dall’immissione di 14 miliardi di dollari nel circuito economico nel prossimo anno o due. La prima tranche del prestito accordato dal Fondo Monetario Internazionale, pari a un miliardo, è prevista per gennaio: in cambio il governo Morsi ha consegnato il piano economico, contenente chiare misure di austerità.

L’aggiustamento fiscale e finanziario dipenderanno soprattutto dall’aumento delle imposte indirette, dalla diminuzione dei sussidi e dalla svalutazione della moneta. Morsi ha già varato una serie di provvedimenti in questo senso, alzando il prezzo di elettricità, gas e benzina, mentre negli ultimi tre mesi il tasso di cambio della sterlina egiziana rispetto al dollaro è già passato da 6 a 6.25.

I Fratelli Musulmani hanno ora due possibilità: ricorrere all’oppressione per fronteggiare le reazioni politiche alle misure di austerità oppure formare un’ampia coalizione conservatrice con il coinvolgimento della classe media. Nel primo caso non possiedono la forza necessaria, quella che solo i militari hanno; nel secondo, invece di creare un’alleanza, sono entrati in aperto conflitto proprio con le forze neo-liberali.

In altre parole, mentre la crisi stringe, lo scenario è più che mai confuso e indica che i rappresentanti politici delle classi medio-alte sono sulla strada del suicidio collettivo.


Cristina Gulfi

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