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Egitto: per molti bambini l’Aid rischia di essere più materiale che spirituale

Egypt Independent (20/08/2012). Una volta che la luna crescente viene avvistata e il nuovo mese del calendario islamico porta il primo giorno di Aid, Hamza Amr, 7 anni, comincia a prepararsi. Va a letto presto per poter fare la preghiere dell’Aid la mattina presto e poi inizia un giro porta a porta per visitare gli zii e i nonni. È in questo momento che comincia a materializzarsi quello che lui aspetta da mesi. Amr inizia a ricevere i suoi soldi dell’Aid, conosciuti come eideya, con i quali potrà comprare i giocattoli che desidera: Backogons, Ben 10 e Power ranger.

Dopo un mese di digiuno e preghiera, l’Aid è la celebrazione della fine di 30 giorni di astinenza dai piaceri del mondo. La mattina inizia con la preghiera, che ha il compito di ricordare l’essenza spirituale della festa. L’insegnamento islamico enfatizza l’importanza del portare gioia nei cuori delle persone e dell’includere tutti nei festeggiamenti. A molti bambini, l’Aid porta anche portafogli gonfi e scatole traboccanti di giocattoli. Secondo la professoressa di storia Hanan Deyab il focus sull’aspetto materiale tende a  nascondere la spiritualità della festa.


Viviana Schiavo

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