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Egitto: “Non scrivo per la fama, ma contro la corruzione della cultura” (Hana ‘Atiya)

Dar al-Hayat (27/12/2011). La scrittrice egiziana Hana ‘Atiya riflette su come la critica araba letteraria non sembri in grado di scorgere il progetto creativo delle donne. Questo in virtù del suo “non prestare attenzione alla scrittura delle donne se non come frutto della loro femminilità” e allo stesso tempo per via del suo “ruolo di censore morale che esercita sulla scrittura”. La scrittura di Hana ‘Atiya vede la relazione tra uomini e donne “non come la più importante”, a cui riserva anzi “un ruolo piuttosto marginale”. L’autrice de “La violenza delle ombre” è convinta che la scrittura narrativa araba “avrà molto più valore quando ci saremo liberati dall’ossessione di tradurre i testi da altre lingue. Lo stesso occidente,” continua la scrittrice, “non traduce tutti i testi del mondo arabo, ma solo quelli che riescono a soprenderlo e a suscitare la sua meraviglia”.


Claudia Avolio

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