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Egitto: lanciata campagna a tutela ragazzi di strada

Egypt Independent (21/04/2012). Si chiama “Wa’afa ba2a”, ovvero “Prendi una posizione”, la campagna lanciata ieri in risposta al trattamento subìto dai ragazzi nelle mani della polizia e nel sistema legale. Questi ragazzi sono troppo spesso trattati come adulti, e vengono loro negati i diritti previsti dalla legge. La questione dei ragazzi fermati per strada è emersa con più forza di recente, nel corso degli scontri al Cairo tra manifestanti e uomini della sicurezza. Decine di minori sono stati infatti arrestati e alcuni di loro sono apparsi sulla tv di Stato con “confessioni” circa il loro aver commesso atti di violenza. Secondo i dati diffusi da Human Rights Watch, prima dei processi militari del 2012 erano 43 i casi di minori a processo. Si è dinanzi a una inversione di tendenza se si considera la stima diffusa ieri dal comitato della nuova campagna, secondo cui sarebbero circa 1000 i minori approdati nelle corti militari, da quando l’esercito ha preso il potere nel febbraio del 2011. Stando alla legge egiziana sui minori, i ragazzi non potrebbero essere detenuti insieme agli adulti e dovrebbero essere trattati secondo un distinto sistema legale. Nella realtà, invece, i minori che incappano in vicende giudiziarie, ricevono lo stesso trattamento riservato agli adulti, messi in celle con chi è sospettato di aver compiuto crimini, circostanza in cui rischiano violenze e stupri. Inoltre nell’arco degli ultimi 14 mesi, i minori sono stati processati dalle corti militari senza che sia stata fornita loro una rappresentanza legale. Emblematico il caso di Islam Handy, 15 anni, arrestato e condannato a sette anni di prigione dopo un processo di quattro giorni, e attualmente detenuto nella prigione di alta sicurezza di Tora.

Claudia Avolio

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