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Egitto: indipendenza della magistratura, questione aperta

Ahram (14/10/2012). Per decenni, i giudici egiziani hanno lamentato le interferenze dirette del potere esecutivo sull’autorità giudiziaria. Una delle richieste della magistratura è di rimuovere ogni potere dal ministero della Giustizia e dare il controllo principale degli affari giudiziari al Supremo Consiglio Giuridico (SCG). Il SCG è l’organo che in Egitto nomina, promuove e attribuisce il ruolo di giudice. Tuttavia alcuni esperti dicono che in realtà è il ministro della Giustizia a controllare tali aspetti.

Secondo Abdallah Khalil, esperto legale, la magistratura in Egitto è un fatto “ereditario”: spesso i figli o i parenti dei giudici sono assunti in posizioni strategiche. Inoltre influirebbe molto anche la loro provenienza sociale, “e questo minaccia l’indipendenza dei giudici, visto che la magistratura dovrebbe riflettere la diversità della società,” dice Khalil. In tal senso, l’avvocato per i diritti umani Negad El-Borei, dice che “il nepotismo ed il favoritismo nel Paese sono un altro ostacolo all’indipendenza della magistratura”, in quanto diviene “un’ulteriore mezzo nelle mani del potere per ottenere il favore dei giudici”.

Claudia Avolio

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