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Egitto: il Fondo Monetario Internazionale e le riforme di al-Sisi

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Il governo pretende di riformare l’Egitto imponendo delle condizioni economiche inique ai suoi cittadini mentre le proteste si diffondono in tutto il paese

L’opinione di Al-Quds. Al-Quds al-Arabi (24/10/2016). Traduzione e sintesi di Federico Seibusi.

Nel prossimo mese, si prevede che il governo egiziano ridurrà il valore della sterlina oltre a ridurre i sussidi sulle materie energetiche in conformità con le condizioni imposte dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) dopo aver stanziato al Cairo un prestito di 12 miliardi di dollari, dilazionato in tre anni, per sostenere l’economia egiziana. In una sezione nel rapporto del FMI, una nota recita che “il settore turistico è stato influenzato dall’incidente dell’aereo russo nell’ottobre 2015”, alludendo che non ci sia nessun collegamento fra la situazione economica e quella politica nel paese.

Risulta chiaro come i funzionari del FMI abbiamo a cuore solamente l’applicazione della loro imposizione provocando in ogni momento sofferenza e degrado sulle persone e sul paese, con la pretesa che si tratti di una riforma. Dunque, la visione di Christine Lagarde, direttrice del FMI, si discosta palesemente dalla realtà economica in cui i cittadini soffrono per la mancanza di beni di prima necessità o per l’aumento del costo dell’edilizia sociale; mentre l’esercito e le forze di sicurezza si apprestano a mantenere il controllo nelle strade egiziane disperdendo la manifestazione prevista per l’11 novembre, “la Rivoluzione dei Poveri”.

Inoltre, il FMI affronta la situazione economica egiziana come se si trattasse di un esperimento scientifico. Non prende in considerazione la natura del sistema politico stesso e il contesto in cui esso si realizza; poiché questo contesto genera interazioni interne e regionali che non si possono ignorare rendendo l’economia strettamente legata alla violenza delle proteste.

Il sostegno essenziale dalle finanze del Golfo ha fornito al regime attuale la capacità economica necessaria per controllare con la forza la situazione politica in un contesto politico in cui si mirava all’esclusione dei Fratelli Musulmani dal potere in Egitto. D’altra parte, in seguito vi è stato il palese allineamento egiziano con la Russia, votando a favore della risoluzione siriana al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite; con i due regimi di Siria e Iraq; e con la rivolta degli Houthi in Yemen che ha provocato la decisione dell’Arabia Saudita di interrompere la fornitura di greggio all’Egitto. In questo contesto, la direzione politica del paese sta degenerando nascosta sotto il velo dell’economia; rappresentata allo stesso tempo della grave mancanza di sicurezza in Sinai e dalle attuali proteste politiche e economiche.

Secondo un sondaggio condotto dal Centro di ricerca egiziano sull’opinione pubblica, la popolarità del presidente egiziano Abd al-Fattah al-Sisi è scesa del 14% negli ultimi due mesi. Ciò riflette la grande protesta nei confronti dell’operato del presidente che probabilmente crescerà con la decisione del governo di adottare le condizioni stabilite dal FMI. Di conseguenza, suscita ironia la decisione del Cairo e dei mezzi di propaganda di cominciare una notevole campagna volta a sostenere e giustificare le imposizioni inique del Fondo. Inoltre, il presidente egiziano ha cominciato questa campagna sfruttando la decisione dell’Arabia Saudita al grido: “L’Egitto non si piegherà”, ma questo è un inganno fazioso che mira a giustificare le condizioni imposte dal FMI.

Dunque, il costo del sostegno finanziario al golpe doveva legittimare al-Sisi e l’inizio di una grande campagna di persecuzione contro i Fratelli Musulmani sotto l’egida della lotta al terrorismo. Tutto ciò ha portato all’inasprimento dei disordini in Egitto e quando l’Arabia Saudita ha tolto il suo sostegno, il governo, sorprendentemente ha innalzato il livello di scontro aumentando il coordinamento con Russia, Iran e Siria. Invece, per quanto riguarda il FMI, il costo delle sue condizioni verrà pagato con il pane, il sangue e il sudore dei cittadini egiziani, ma questa volta, avverrà al richiamo della pazienza per il bene della dignità dell’Egitto, o per essere onesti, per il bene delle iene del FMI.

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