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Egitto: dove destinare i guadagni derivati dal gas?

The National (31/08/2015). Traduzione e sintesi di Omar Bonetti.

Dopo gli anni tumultuosi e instabili che hanno fatto seguito alla deposizione di Mubarak, non poteva arrivare in un momento migliore l’annuncio della scoperta di uno dei più vasti giacimenti al mondo di gas naturale. Questa riserva, infatti, non soltanto si presenta come una prospettiva d’indipendenza energetica a lungo termine, ma rinforza altresì sia la spinta economica avuta con l’apertura del nuovo Canale di Suez, sia la notizia delle tanto agognate elezioni parlamentari, in programma per il mese prossimo.
L’Egitto ha disperato bisogno di queste aperture, poiché milioni di egiziani, giovani e di talento, stanno ancora combattendo per trovare un posto di lavoro: la mancanza opportunità e l’inabilità di migliorare le proprie condizioni di vita sono state tra le cause primarie che hanno scatenato la rivoluzione del 2011. Alla luce di ciò, l’esigenza di creare una certa stabilità politica e di promuovere lo sviluppo economico è un fattore decisivo nella politica di El Sisi.
Nello specifico, il Presidente egiziano ha preso delle decisioni rigide e impopolari che alla fine, però, potrebbero rivelarsi vincenti, migliorando la posizione dell’Egitto. La riduzione dei sussidi per l’energia, per il carburante e per i prodotti di consumo di base è stata difficile da accettare, ma era necessaria per creare un’economia robusta capace di aumentare l’offerta di lavoro.
La questione dei sussidi, oltre a ciò, è ancora più rilevante considerata il potenziale economico del giacimento di Zohr, che potrebbe alleggerire il costo della vita agli egiziani. Piuttosto di cercare espedienti di breve termine, è meglio focalizzarsi su una strategia che rilanci l’economia nel lungo periodo.
È importante, anche, far riferimento a questi possibili proventi in relazione alle generazioni future. Si calcola che il giacimento di Zohr corrisponda a 9 bilioni di metri cubi di gas, cioè, l’equivalente di 5,5 miliardi di barili di greggio. Le incredibili entrate potrebbero essere destinate all’implementazione delle infrastrutture e di nuovi centri abitati, alla creazione di posti di lavoro e a sostenere il talento di tutti quegli egiziani che hanno voglia di mettersi in gioco.
L’anno scorso, quando si sono riuniti a Sharm El Sheykh investitori provenienti da tutto il mondo per una conferenza sullo sviluppo economico, El Sisi dichiarò al pubblico che l’Egitto aveva bisogno d’investimenti per ricostruire se stesso. Ora, la scoperta di queste riserve potrebbe permettere al Cairo di rilanciarsi, e di farlo velocemente.

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Giusy Regina

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