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Egitto: cementare la divisione

Egitto: cementare la divisione

Editoriale. Daily Star Lebanon (24/12/2012). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

Egitto: cementare la divisioneL’ultimo sviluppo della rivolta popolare in Egitto e della transizione politica è l’approvazione di un referendum costituzionale grazie a circa il 64% degli elettori, secondo le autorità. Ma più che rappresentare un capitolo brillante nella marcia verso la democrazia, il referendum potrebbe essere ricordato come una storia di occasioni perdute. Un voto diviso che invece di siglare la nascita di una nuova costituzione rappresentativa del lavoro dei diversi gruppi che hanno dato impulso alla rivoluzione, come liberali, uomini di sinistra, laici e nazionalisti vecchio stile insieme con i Fratelli Musulmani, ha solo cementato la divisione.

L’opposizione alla Fratellanza ha probabilmente commesso un errore accettando di contestare il referendum, dal momento che la maggioranza semplice era tutto ciò che era necessario per decidere su questa tematica cruciale. Il requisito dei due terzi avrebbe portato la coalizione anti-Fratellanza alla vittoria nel doppio turno che poi ha visto l’opposizione accusare il governo di brogli e irregolarità.

L’Egitto esce così dal referendum in uno stato di totale ostilità tra governo e opposizione e se Mursi vuole davvero guidare l’Egitto nei prossimi mesi in modo sicuro deve sforzarsi di risolvere le divisioni. Ma Mursi e i suoi stanno rivelando i Fratelli Musulmani come politici cinici che hanno a cuore solo i loro interessi e che hanno spinto per una costituzione che non soddisfa le richieste degli egiziani e non rassicura gli aspiranti investitori e gli stranieri sul rispetto del diritto internazionale.

Inoltre, Mursi e i suoi devono ricordare che la costituzione e la battaglia politica che la riguarda non fornisce alcun rimedio alla preoccupazione principale del Paese, la sua economia. La moneta egiziana risente fortemente delle turbolenze, il Governo è consapevole che un pacchetto di misure di austerità sarà molto impopolare ed è per questo che la mossa è stata rimandata a dopo il voto sulla costituzione.

Il Fondo Monetario Internazionale, fornitore del prestito per il quale le misure di austerità devono essere adottate, ha messo in chiaro che preferisce il consenso politico alla divisione. Quindi se Mursi non entra in contatto con i rivali e si impegna a trovare una autentica riconciliazione politica, si troverà ad affrontare un clima di tensione la cui prossima esplosione potrebbe essere proprio dietro l’angolo.

 


Ilaria Antoniello

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