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EAU: le lezioni africane di Sarkozy

Sarkozy ad Abu Dhabi

(Agenzie). Invitato mercoledì scorso ad Abu Dhabi dal Centro Emiratino di Studi e Ricerche Strategici,  Nicolas Sarkozy, dopo essersi espresso sulla situazione attuale in Medio Oriente, ha dato la visione 2016 sull’Africa.

 

Secondo Sarkozy, fino all’estate del 2012, quando ha perso potere, la Libia era sulla via giusta, ma è stata poi abbandonata dai “successori”. “L’accordo ottenuto sotto gli auspici delle Nazioni Unite che prevedeva la costituzione di un governo nazionale, è molto fragile. Perché non si è fatto niente dopo il 2012? Nel luglio 2012 ci sono state le elezioni in Libia, con il 60% di partecipazione alle urne che non hanno causato alcuna contestazione internazionale e che hanno visto la vittoria dei moderati… e la Libia è stata poi abbandonata”.

Riguardo la Tunisia, l’ex-presidente francese si dice inquieto: “Vorrei dire che sono molto preoccupato sulla situazione in Tunisia. La lotta coraggiosa del popolo tunisino è anche la nostra, ci sono meno di 800 km tra Tunisi e Nizza, in Francia. Non ci sarà mai pace nel nord del Mediterraneo finché ci sarà caos al sud. Ne sono assolutamente convinto”.

Sarkozy ha poi elogiato vivamente il governo marocchino e la personalità del re Mohammed VI, affermando che la Francia ha sempre sostenuto la “marocchinità” della regione del Sahara. “Ci tengo a omaggiare Sua Maestà il re del Marocco per garantire la sicurezza del Regno. (…) Quando vi renderete conto che la frontiera tra Algeria e Marocco è chiusa, capirete la potenzialità di un vero mercato comune nel Maghreb, bloccato ora sulla questione del Sahara. Sapete che la posizione della Francia in merito è sempre stata a sostegno del Marocco. (…) È sbagliato convincersi che sia necessaria una repubblica saharawi in una regione del mondo minata dal terrorismo. Penso al Niger, al Sahel, al Mali. Non tutti hanno la possibilità di avere un sovrano come il re del Marocco che ha modificato la Costituzione in tempo al momento della Primavera Araba, affrontando rischi politici considerevoli che, a mio avviso, hanno garantito la pace nel Paese”.

L’Algeria si è meritata la frase abituale: “Non dirò niente sull’Algeria che amo molto. Appena si dice una parola, ne nasce una polemica. Quindi, per questo Paese così ricco di potenzialità e di una popolazione straordinaria, bisogna porsi la questione del suo sviluppo e della sua modernizzazione”.

Infine, Nicolas Sarkozy si è espresso sull’Africa, nella quale vede una minaccia demografica alle porte dell’Europa: “Sarà necessario riflettere su un gigantesco piano Marshall per l’Africa di sostegno allo sviluppo perché non possiamo lasciarla in questa situazione. 1,1 miliardi di abitanti oggi, 2,3 miliardi in 30 anni. 12 km tra l’Africa e L’Europa. In 30 anni la Nigeria avrà più abitanti che gli Stati Uniti. L’Africa sta migliorano, sta crescendo. Ma chi può resistere a una tale pressione demografica?”

La conferenza completa ad Abu Dhabi.

 


Emanuela Barbieri

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