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Donne, le grandi assenti dalla vita pubblica del Libano

Zoom 23 mag Libano

Di Nada Akl. The Daily Star (21/05/2013). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo. L’assenza di leader donne nei media e, più in generale, nella sfera pubblica libanese è lampante. Pochi menzionano il fatto che il 50% della popolazione non venga visto o sentito negli alti ranghi. Ma tutto questo sembra destinato a cambiare in Libano.

La società civile, insieme ai media e con il sostegno del Ministero dell’Informazione, sta rispondendo a questo problema. La partecipazione delle donne alla sfera pubblica libanese sta diventando uno scopo comune, che prescinde l’affiliazione politica.

L’assenza di donne all’interno dei media non è stata dovuta semplicemente alla mancanza di leader politici donne in Libano. Nonostante il fatto che molte si siano realizzate nel loro campo di competenza, dalle arti al servizio pubblico, la loro esperienza è stata raramente richiesta, ad eccezione di quei settori associati con il loro genere, quali la famiglia e la moda.

Per sottolineare il bisogno di figure femminili nella vita pubblica in Libano, due ONG, la SMART Center for Media and Advocacy e la Women in Front, si sono associate per lavorare ad un’iniziativa chiamata Media Supporting Women Leader. Lanciata nel febbraio di quest’anno, l’iniziativa incoraggia la partecipazione attiva ai dibattiti pubblci sul futuro del Paese di donne con posizioni professionali di spicco.

Il Ministro dell’Informazione Walid Daouk, curatore del progetto, ha insistito sul bisogno di incoraggiare la partecipazione delle donne alla sfera politica, salutando l’iniziativa come un importante passo avanti verso questo scopo. Il progetto consiste nel lancio di pubblicità in radio e televisione che stimolino le donne a farsi avanti come elettrici e candidate, insistendo sul fatto che devono farsi coinvolgere nel processo politico se vogliono che i loro problemi vengano ascoltati.

Le pubblicità vedono la partecipazione di diverse personalità del Libano, come la pioniera per i diritti delle donne Linda Matar. “Ho combattuto per i diritti delle donne per 60 anni, ma sin dall’indipendenza non mi è mai sembrato che al Governo o al Parlamento importasse dei problemi delle donne”, ha dichiarato. Anche altre personalità libanesi appaiono in video con un messaggio: “Combatti, hai il nostro sostegno”.

Molte donne leader hanno un profondo interesse nel partecipare ai dibattiti pubblici. Finora, almeno 15 hanno annunciato la loro candidatura alle elezioni parlamentari  Queste politiche rappresentano diversi partiti e comunità del Libano. Alcune provengono dalla coalizione del 14 Marzo, sostenuta dall’Arabia Saudita, altre da quella dell’8 Marzo, sostenuta da Siria e Iran. Altre sono indipendenti. Sebbene i loro programmi sono contrastanti, sono tutte d’accordo sul bisogno di una rappresentanza migliore delle donne nella sfera pubblica.

Quest’iniziativa potrebbe essere una potente rampa di lancio per le donne che vogliono fare politica. Il Libano ha bisogno del loro desiderio di riformare la legge sullo statuto personale (che attualmente proibisce alle donne libanesi di di traferire la loro cittadinanza a mariti o figli stranieri), nonché della loro visione delle problematiche politiche.

Oltre alla campagna mediatica, l’iniziativa ha creato un elenco di nomi, profili personali e informazioni di contatto di figure femminili esperte in ogni campo, sfidando il cliché che limita le competenze professionali delle donne a settori come l’educazione, l’arte e la comunicazione. Le donne di questo database abbracciano una vasta gamma di professioni: ingegnere, dottoresse, imprenditrici, banchiere, sociologhe, economiste e politologhe.

La lista, che verrà distribuita ai professionisti dei media, manda un messaggio è molto chiaro: con questo elenco a portata di mano, i media non avranno più scuse per ignorare le leader femminili del Libano.
http://www.dailystar.com.lb/Opinion/Commentary/2013/May-21/217780-lebanons-women-are-absent-from-public-discourse.ashx#ixzz2U6byV7O1

Roberta Papaleo

1 Commento

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  • Che io non sia tradizionalista, questo ormai credo si sia capito , che io creda fermamente nella necessità di adattamento al Paese nel quale si vive , mantenendo le proprie origini senza renderle invadenti, è chiaro, però…e c’è un però…trovo ingiusta questa mancanza del Libano nei confronti delle donne.

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