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Donne imprenditrici, una rarità in Libano

Di Veronique Abu Ghazaleh. Al-Hayat (01/05/2014). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

C’è una grande differenza tra lavoro e imprenditorialità e le donne in Libano non ne sono consapevoli. Quanto più il lavoro si limita a compiti specifici ed a determinate ore di lavoro, tanto più diventa l’opzione migliore agli occhi delle donne. Nel frattempo, le posizioni di leadership vengono lasciate agli uomini che si affermano nel mondo degli affari. Creano società o lanciano iniziative che sono una fonte di reddito superiore a quella di un lavoro.

Questo fenomeno è palesato da cifre incontrovertibili che mostrano lo squilibrio esistente in Libano tra uomini e donne nel campo dell’imprenditoria. Secondo la Central Administration of Statistics, solo il 15% delle donne è datrice di lavoro o lavoratrice autonoma, mentre il tasso sale al 42% per gli uomini. Ma cosa impedisce alle libanesi di realizzarsi al meglio nel mondo degli affari?

Lina Ahmar, madre di due figli, per anni ha provato a dar vita ad un proprio salone di mobili. Alla fine si è tirata indietro ed ha accettato un lavoro che le permette di andare a prendere i propri figli a scuola. Il salario non è allettante, ma quantomeno ha diritto a dei congedi e può trascorrere le vacanze a casa.

La mentalità per cui un lavoro da dipendente garantisce più diritti è condivisa da molte altre donne. Inoltre, secondo l’impiegata Hala Saada non ci sono sufficienti incentivi a favore delle donne che vogliono diventare delle pioniere nel mondo del business. Le donne hanno la responsabilità della famiglia e si trovano a volte costrette a lasciare il lavoro a causa delle pressioni che devono affrontare e l’impossibilità di conciliare lavoro e famiglia.

La ricercatrice Khouloud al-Haber spiega che in Libano persistono molti ostacoli alla leadership femminile, in particolare il mancato incoraggiamento della famiglia e dei compagni. Le donne vivono tuttora in una bolla, temono di avere ambizioni più grandi in quanto ciò potrebbe influenzare la loro vita coniugale.

Nonostante le prospettive cupe per la leadership delle donne nel mondo degli affari, ci sono molte donne che hanno superato molte barriere  e tabù al fine di raggiungere il successo. Ad esempio, Lara Mhanna parla con orgoglio delle sue opere di design conosciute in molti Paesi arabi. Essere sposata e madre di due figli non le impedisce di gestire un laboratorio con sette operai.

Mhanna non nega, però, l’esistenza nel Paese di molti ostacoli che si frappongono alla leadership tanto femminile quanto maschile: la mancanza di sicurezza e stabilità politica, l’assenza di iniziative che creino opportunità di lavoro e, infine, il sostegno alle donne da parte dei mariti.

La sfida per le libanesi, oggi, non è solo migliorare la loro carriera, ma anche superare i limiti messi dalla società allo sviluppo delle loro capacità, in modo da tenere il passo con i cambiamenti globali che le mettono al centro dell’imprenditorialità.

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Ilaria Antoniello

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