Medio Oriente Zoom

Dieci artisti che hanno cambiato l’immagine del Medio Oriente nel 2014

Di Valentina Primo. Baraka Bits (21/12/2014). Traduzione e sintesi di Omar Bonetti.

In copertina l’opera “Beginning” di Ayad Alkhad.

Arte come resistenza. Arte come terapia. Arte come tentativo di spezzare le catene dell’immaginazione ed esplorare le infinite intersezioni che tengono insieme tutti gli esseri umani. Secondo Baraka Bits i seguenti artisti hanno trasformato la nostra visione del Medio Oriente, una regione che, rappresentata in modo univoco in tutto il mondo, esprime l’indicibile nell’arte.

1) Perché questo giovane artista non vuole essere chiamato “Il Picasso arabo”? Mohammad Quraiqe ritrae l’asfissia quotidiana e l’anelito di speranza che ogni cittadino della Striscia non vuole perdere. A soli dodici anni, Mohammad ha dato un nuovo significato artistico alla parola “resilienza”. La scorsa estate ha presentato le sue opere in Tunisia e ora ambisce a rompere il Guinness dei primati.

2) Othman Emad ha uno stile artistico che è tutto una sorpresa: animali, rinomate architetture e la mappa del suo amato Iraq fatta di gelato. Othman dimostra che non c’è limite all’ispirazione. La sua visione unica l’ha aiutato a dominare i social media e a ottenere il riconoscimento sui canali internazionali.

3) Anche chi non capisce arabo, i “Lost Walls” parlano per tutti. El Seed è un graffitista tunisino che ha inventato il calligraffitismo. Si tratta di un nuovo linguaggio che, mescolando design e poesia, ha reinventato gli spazi pubblici. Dopo una proficua partnership con Louis Vuitton, El Seed ha intrapreso un viaggio di ventiquattro settimane nella sua terra, trasformando il percorso in un dialogo pigmentato di 24 “Lost Walls”.

4) L’argilla onora le vittime di Gaza. Iyad Sabah ha concepito delle statue in argilla e le ha esposte sulle spiagge di Al-Shejaya lo scorso ottobre, dopo la fine delle operazioni militari condotte da Israele.

5) Djerbahood: 150 artisti di strada provenienti da trenta paesi diversi hanno trasformato l’isola tunisina in un museo da sogno: dall’Africa all’Argentina, dal Giappone all’Iraq, l’isola di Djerba si è trasformata nella galleria en plein air più vasta di tutto il Medio Oriente.

6) Passare dieci minuti con Ayad Alkadhi, un artista iracheno, che reinterpreta la storia attraverso la calligrafia araba, significa creare una memoria futura per il mondo arabo simile a un collage.

7) Il più famoso graffitista egiziano si è fatto conoscere al mondo, eppure resta ancora nell’anonimato. Keizer materializza lo spirito di un ambiente in trasformazione attraverso i suoi stencil. “L’arte di strada può modificare e rimodellare la narrativa esistente”, ha dichiarato a Baraka Bits.

8) Tarlan Rafiee è un’artista figurativa iraniana che combina la cultura tradizionale del passato con uno stile pop. “Faccio esattamente l’opposto dei media; ci vogliono isolare e separare dal resto del mondo, ma noi, come artisti, siamo chiamati ad espanderlo”.

9) Da spazzatura e gemme. Joelle Jammal, un’artista libanese, ha dato una scossa creativa e geniale all’arte mediorientale, trasformando materiale di scarto in personaggi dipinti a mano in maniera certosina.

10) Gaza è la Guernica del 2014? L’innato talento di Gaza per la vita può essere riassunto in una sola immagine. Tawfiq Gebreel e Bushra Shanan hanno reso le fotografie della devastazione in simboli di resistenza e di unità grazie a schizzi che hanno dato nuova vita alle fotografie dei bombardamenti.

Valentina Primo è una giornalista argentina con un master in Studi sulla Pace con specializzazione in Diritti Umani.

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Roberta Papaleo

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