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Dalla tradizione sicula a quella sufi turca in “Principia” di Thoni Sorano

Per le amiche ed amici di Arabpress, ecco per voi il ritorno, in questo blog, di Thoni Sorano e della sua musica.

Recentemente ho avuto modo di ascoltare un suo brano e ne sono rimasta colpita: brani di tradizione sufi arrangiati in modo nuovo ma con delicatezza, buon gusto e rispetto. Ecco perché ho contattato nuovamente Thoni e gli ho chiesto di parlarci di questo suo lavoro discografico e di quello che sottende, a livello di vissuto e di concezione musicale.

C.: Thoni, chiedo direttamente a te come è nato il tuo interesse verso il Sufismo, le culture e le tradizioni musicali del Mediterraneo.

T.: La musica sufi, il tasavvuf, ha praticamente riformato il mio gusto artistico e la mia sensibilità dal primo incontro. Tutto è cominciato quando scoprii la poesia di Rumi, un luogo lirico di purezza e inclusione totale, dove ogni piega dell’animo umano trovava una risposta profonda. “Anche se tu non hai piedi, scegli di viaggiare in te stesso / Come miniera di rubini sii aperto all’influsso dei raggi del sole” (III, 39 – trad. di A.Bausani). Questo verso segnò il principio di quel nuovo viaggio.

Accanto a Rumi scoprii la musica dei Mevlevi, i dervisci rotanti, ascoltai il ney taksimi, l’assolo di flauto ney, il flauto di canna. Dicono i sufi che quel suono languido provenga dallo spirito della pianta, tagliata e strappata dalle sue radici; così come le sofferenze dell’uomo derivano dalla separazione dall’esistenza primaria, o quella divina. Accanto a questa metafora vi è quella della noria, il mulino ad acqua, che secondo lo stesso principio geme ad ogni giro a causa della propria separazione, viene sempre infatti chiamata in turco dertli dolap (noria addolorata). Non esiste poesia nella letteratura orientale che non si possa cantare o che non sia stata cantata; questo legame stretto tra musica e poesia, sconosciuto al nostro gusto occidentale, mi ha definitivamente rapito!

C.: Grazie Thoni, hai fatto bene a sottolinearlo perché è bene ribadire che la musica, nell’antichissimo mondo arabo, esisteva essenzialmente in funzione della poesia; diciamo pure che era la sua veste imprescindibile e che per i poeti era usuale intonare le proprie poesie, come le Qasidat. In ambito persiano c’era invece un gusto più spiccato per la pratica strumentale. Fondamentalmente, comunque, nel mondo arabofono e mediorientale, la poesia e la musica erano intimamente collegate.

Riguardo Rumi, visto che hai giustamente citato il lamento del flauto di canna, ecco alcuni frammenti di sue poesie che, per chi non le conoscesse, sono di una bellezza e di una profondità commovente:

“L’arpa siamo noi, e Tu, Tu suoni sulle nostre corde.
Ma noi non ci lamentiamo; sei Tu colui che geme.
Noi siamo come il flauto, la nostra anima viene da Te”

(da “Tu solo”, di Rumi)

“Ascolta il flauto di canna e il suo lamento, come canta la separazione:
dalla giuncaia mi hanno reciso, e da allora il mio lamento
fa gemere l’uomo e la donna”

(da “Il lamento del flauto”, di Rumi).

Thoni, secondo Rumi, l’essere umano, simboleggiato dal flauto di canna, lamenta la sua separazione dal Dio e aspira a tornare a Lui. Anche tu, sicuramente, hai seguito un “richiamo” che ti ha portato ad intraprendere un certo percorso, nei tuoi studi e nelle tue attività professionali/artistiche. Ce ne vuoi parlare?

INTERVISTA  thoni sorano principia coverT.: Sì, mi sono iscritto alla facoltà di Lingue Orientali con l’intenzione di sapere tutto sulla letteratura mistica turca e di cantare gli ilahi, i canti mistici legati alle liturgie sufi. Così ho conosciuto anche gli altri poeti mistici: Yunus Emre, Pir Sultan Abdal…

Passavo i pomeriggi a studiare e cantare; che non era esattamente parte del programma di studi…! Nel 2003 lasciai l’università perché decisi che volevo entrare nel mondo della musica professionale con quell’identità. Mi chiusi in una villetta al mare in Sicilia e lavorai a “Principia”, il mio primo (ed unico) disco.

C.: Thoni, vorrei sapere qualcosa di più di questo tuo lavoro discografico, ce ne parli più dettagliatamente?

T.: Certo, volentieri! Quando iniziai il lavoro ero totalmente inesperto delle pratiche musicali ma, ovviamente, pieno di idee ed entusiasmo. In “Principia” confluì, oltre alla mia passione per la musica sufi e mediterranea in generale, il mio gusto “precedente”, quindi la musica elettronica: Kate Bush, Pink Floyd, Alan Parsons Project… Da questi artisti ho ripreso il cosiddetto “concept album”, un disco che approfondisce un’unica fonte di ispirazione in tutti i singoli brani.

C.: Mi sembra che il disco sia diviso in sezioni che propongono un ponte che dalla tua Sicilia arriva in Turchia e alla tradizione sufi che, come ci spiegherai tu stesso, hai affrontato e riproposto in maniera particolare. Ho sentito un brano sufi eseguito con il pianoforte e la cosa mi ha incuriosito molto ma, devo dire, ho apprezzato la delicatezza dell’arrangiamento e vorrei che mi parlassi un po’ delle tue scelte timbriche e strumentali.

T.: Sì, infatti la prima parte del disco è dedicata alla Sicilia, mia terra di nascita, e alla sua tradizione musicale che ho rivisitato alla luce dell’esperienza con la musica orientale. Partendo da frammenti audio degli anni ’50 ho sviluppato, con i musicisti, delle melodie originali. Un esempio è “Maria e lu mastru”, basato su un tradizionalissimo testo dei canti liturgici pasquali ma totalmente ribaltato nel suo umore; accompagnato dal bouzouki è infatti diventato una danza. In altri casi ho reinterpretato classici come “Vitti ‘na crozza”, accompagnandola con il liuto più conosciuto in Turchia, il saz baglama.

La seconda parte è un vero e proprio tributo al sufismo: canto e recito dei testi di poeti mistici molto amati in Turchia e ricalco, in modo personale, la struttura della liturgia dei Mevlevi, il sema. Adesso, a distanza di anni, noto evidenti segni di mancanza di esperienza nell’esecuzione di alcuni passaggi (il disco è del 2005, rimasterizzato nel 2009 ndr) ma tutto è compensato dal grande entusiasmo e dal libero spirito di ricerca tipico dei principianti, suppongo.

Il brano finale, quello a cui ti riferivi tu, si intitola “Ben bu aşka” ed è anche questo un ilahi molto conosciuto. Ciò che salta all’orecchio immediatamente è, dal preludio, l’uso del pianoforte, il quale ha destato non poche perplessità e commenti. Francamente non ne ho mai capito il senso giacché in Turchia esistono vari brani sufi arrangiati al pianoforte, nei repertori di molti musicisti classici. La versatilità dei musicisti orientali, che passano in modo egregio dalla musica popolare a quella colta, è proprio l’aspetto che amo di più di quella cultura; io non ho proprio inventato nulla, in questo caso. Anche la tradizione musicale caucasica, come per esempio quella azera e quella armena, presenta i brani popolari arrangiati sia in modo tradizionale che con orchestra all’occidentale; sicuramente un’influenza mutuata dalla Russia.

C.: Benissimo, è arrivato il momento di andare a conoscere questo tuo CD, “Principia”. Ci suggerisci alcuni link per ascoltare dei brani?

T.: Molto volentieri, eccone alcuni:

“Maria e lu Mastru”

“Vitti ‘na crozza” con inserti da interviste a Paolo Borsellino, a cui il brano è dedicato

Da notare la presenza di strumenti tipici del mondo mediterraneo e arabofono come l’oud, il ney, il bouzouki

“Ben Bu Aşka”, questo è il brano di tradizione sufi arrangiato con il pianoforte

C.: Grazie Thoni, e buon lavoro. Nel ringraziarti anche per le foto che ci hai gentilmente messo a disposizione, precisiamo che la copertina del CD “Principia” è stata realizzata da FOTO Marcello Bianco, ELABORAZIONE GRAFICA Etienne Zerah.

Ci salutiamo ricordando ai lettori che ti occupi ampiamente di musica di tradizione sufi, al cui ambito appartiene questo brano.

Ciao!

Cinzia Merletti

 

Cinzia Merletti

Cinzia Merletti è musicista, didatta, saggista. Diplomata in pianoforte, laureata in DAMS, specializzata in Didattica e con un Master in Formazione musicale e dimensioni del contemporaneo. Ha scritto e pubblicato saggi sulla musica nella cultura arabo-islamica e mediterranea, anche con CD allegato, e sulla modalità. Saggi e articoli sono presenti anche su Musicheria.net. Ha all'attivo importanti collaborazioni con musicisti prestigiosi, Associazioni culturali e ONG, enti nazionali e comunali, Conservatorio di Santa Cecilia, per la realizzazione di eventi artistici, progetti formativi ed interculturali tuttora in corso.

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