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Dalla sabbia alle stelle: l’arte divinatoria araba

Conoscere il futuro, sapere cosa ci riserva il domani. È sempre stato un desiderio dell’uomo poter predire gli eventi futuri per combattere la precarietà e l’incertezza della vita.

Nell’arco della storia e del mondo molte tradizioni popolari si sono sviluppate nel campo dell’arte divinatoria. Il mondo arabo pre-islamico è stato un regno molto fertile per quanto riguarda la divinazione. Dalla lettura delle tazze di caffè all’astrologia sono molte le pratiche divinatorie che hanno origine o si sono sviluppate nei paesi del Medio Oriente e del Nord Africa.

Ilm al-Raml (la geomanzia)

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La Ilm al-Raml (scienza della sabbia), conosciuta in Occidente come geomanzia, è il più antico sistema divinatorio del mondo. La pratica antica, basata sull’interpretazione della sabbia lanciata al suolo da un indovino, era conosciuta in molte culture, dalla Cina all’Egitto antico.

La Ilm al-Raml come è giunta ai giorni nostri ha, invece, origini arabe. In questa forma di geomanzia ci si avvale di  sabbia, terra, semi, sassi  per tracciare una serie di punti, apparentemente casuali, che dopo essere stati codificati secondo un preciso criterio, danno origine a 16 figure magiche.

Astrologia

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L’astrologia, la forma di divinazione che utilizza le conoscenze astronomiche a scopo divinatorio, ha origine nelle civiltà mesopotamiche. Fu durante la civiltà islamica che l’astronomia vede la sua massima espansione, periodo a cui risale la scrittura dell’opera “Grande Introduzione all’Astronomia”  di Abu-Ma‘shar.

Abu Ma‘shar e la maggior parte degli astronomi arabi mantennero strettamente connessi l’aspetto astronomico o descrittivo e quello astrologico o divinatorio.

Caffeomanzia

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La lettura dei fondi di caffè, conosciuta come caffeomanzia, è arrivata in Occidente solo nel 1600. Le prime prove scritte che parlano di questa pratica divinatoria risalgono al periodo dell’Impero Ottomano.

La divinazione interpreta le figure che si formano sul fondo del piattino e della tazza. Il caffé utilizzato è quello turco, ottenuto da una miscela di polvere finissima di caffé e acqua (con zucchero), portata ad ebollizione in un pentolino di metallo. Una volta pronto, si beve il caffé premurandosi di lasciare sul fondo un po’ di liquido scuro. A questo punto, ci si concentra sulla domanda da fare, si ruota la tazza e la si capovolge sul piattino. Si attendono alcuni minuti, per dar modo ai residui di caffé di depositarsi sui bordi della tazzina e si è pronti a leggere il responso.

Cartomanzia

Le-Origini-Egiziane-dei-Tarocchi

Sono molte le tesi sulle origini della cartomanzia, l’arte divinatoria che utilizza un mazzo di carte per prevedere il futuro. Nel 1781 l’archeologo massone Antoine Court de Gébelin affermava l’esistenza di un antico mazzo di carte egizio nel quale erano racchiusi i fondamenti di una dottrina magica e religiosa.

Le teorie di de Gebelin furono analizzate e approfondite da molti occultisti, tra cui il francese, Alliette, che nel 1770 scrisse un saggio sull’argomento sostenendo  che l’unico libro sfuggito all’incendio della biblioteca di Alessandria trattava appunto di cartomanzia com’era praticata nell’antico Egitto: e cioè con 78 carte (che allora erano sottili foglie d’oro) sulle quali erano incisi misteriosi geroglifici.

Nella metà del XIX secolo, l’esoterista Eliphas Lévi pubblicò il suo libro Dogme et Rituel de la Haute Magie, in cui fa risalire la nascita dei tarocchi all’antica Palestina. Levi fu il primo a stabilire un rapporto preciso fra le 22 lettere dell’alfabeto ebraico e i 22 Trionfi dei Tarocchi.

Nel corso dei secoli, si è sedimentato un numero infinito di simboli, di grande interesse per le scienze umane, in particolare per gli studiosi di storia, semiologia e antropologia.

 

 

Silvia Di Cesare

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