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Dal mondo arabo…al Brasile…a San Lo’, con Isabel De Lorenzo

al-muallaqat_foto_ marco barbon (6)Salve! con molto piacere vi presento, oggi, una persona e un centro multiculturale, situato nel noto quartiere San Lorenzo, a Roma, che accoglie e propone tradizioni, stili, culture…nelle varie declinazioni della danza e della musica che, come sappiamo, sono strettamente collegate. Confesso la mia ignoranza ma ho imparato dalla nostra ospite di oggi che la musica araba è arrivata sino in Brasile. Voi lo sapevate? proprio lei, Isabel De Lorenzo, brasiliana, ce ne parlerà nella sua intervista. La musica araba, quindi, ha fatto il giro del mondo ed eccola anche a Roma, nelle attività del centro San Lo’. Imminente, il workshop sulla musica araba, con l’oudista siriano Saleh Tawil e il percussionista Simone Pulvano, come leggerete tra poco.

C.: Ciao Isabel, ti voglio presentare ai nostri lettori! parlami di te, di come sei arrivata alla danza e all’interesse per il mondo musicale arabo.

I.: Sono brasiliana e ho iniziato a conoscere la danza e la culturale mediorientale molto presto, per via del contatto con l’immensa comunità arabo-discendente presente in Brasile. Questa comunità oggi conta 15 milioni di persone, originarie soprattutto dal Libano, dalla Siria, dalla Palestina e dalla Giordania, e in minor parte dall’Egitto, dal Marocco e dall’Iraq, arrivati tra la fine del ‘800 e la prima metà del ‘900. Con forte base in danza classica, che praticavo dalla tenera età, durante i miei studi universitari ho iniziato a interessarmi di danze etniche come il flamenco e la danza indiana, ma infine ho deciso di dedicarmi alla danza orientale. Naturalmente ho subito capito che una conoscenza musicale più approfondita è molto importante per un autentico approccio alla danza, e allora è incominciato un altro percorso di studio che non si è mai fermato: quello che attraversa il vastissimo universo della cultura musicale araba.
Per certi versi, in quanto amante e conoscitrice della musica brasiliana, potrei dire che qualcosa della musica araba portavo da sempre nelle orecchie e nel cuore: molta musica tradizionale brasiliana, soprattutto della regione Nord-Est, è influenzata da un antichissimo lignaggio culturale moresco – parliamo dei primi islamici espulsi dal Portogallo durante l’Inquisizione – che ha donato alla tradizione brasiliana strumenti come la “rabeca”, lo “zabumba”, il “pandeiro”, insieme a somiglianze su molti ritmi e strutture compositive poetiche e vocali.

C.: Grazie di queste informazioni, sono interessantissime. Vuoi parlarmi, ora, del centro San Lo’? io ci sono venuta, tempo fa, per frequentare il workshop tenuto da Jamal Ouassini, sulla musica araba. Fu una bella esperienza e mi piacerebbe, anzi, se venisse ripetuta. So che organizzate, a San Lo’, vari incontri sulla danza e la musica nel mondo arabo. Sappiamo bene, infatti, quanto sia importante, anche per una danzatrice, conoscere bene non solo i ritmi arabi ma la natura stessa del fraseggio, del respiro musicale. Ne vuoi parlare?

I.: Certo! Con questo mix culturale alle spalle, mi sono trasferita a Roma nel 1998. Poco dopo ho iniziato a lavorare come danzatrice professionista, all’inizio sotto la guida del maestro egiziano Saad Ismail, e spesso in collaborazione con musicisti arabi presenti sulla scena italiana come Mohamed Abdalla, Nour-Eddine Fatty, Jamal Ouassini e tanti altri. In quegli anni la danza orientale in Italia era ancora legata quasi soltanto all’intrattenimento (ristoranti, locali, feste, qualche apparizione televisiva) e si passava un’immagine perlopiù denigrante della danzatrice – qualcosa di molto distante, purtroppo, rispetto alle origini storiche della danzatrice del ventre in quanto cortigiana colta, raffinata, dotta in musica, canto e danza (le cosiddette “almée”). Al tempo stesso in cui percorrevo la strada dello studio, francamente non ho mai avuto pregiudizi contro lo stile cabaret, e così ho ballato in molti locali romani, con tanti musicisti di cui ora non potrei ricordare i nomi, sempre con grande spirito gioioso tipico della commistione tra musica e danza quando si riunisce la comunità araba.

Nel 2003, insieme all’amica e partner di danza Lara Navarra Rocchetti, fondiamo il centro San Lo’, primo spazio multiculturale a Roma dedicato alle danze del mondo. In questi dieci anni di esistenza, il San Lo’ ha ospitato un’infinità di maestri internazionali soprattutto di danza, ma anche diversi personaggi legati alla musica araba. Cerco di ricordare i più significativi. Simone Pulvano ha iniziato con noi, accompagnando le lezioni di danza orientale al suono della darbuka, da noi ha creato il suo primo Laboratorio di Percussioni Arabe (che sta per compiere dieci anni di successo!), abbiamo visto nascere e crescere la sua Takadum Orchestra. Il maestro Jamal Ouassini è stato ospite per tre stagioni con il suo ricchissimo “Incontro con la Musica Araba”, in cui cantanti e musicisti di varia provenienza, classica e popolare, studiano punti basilari della musica araba colta per arrivare, alla fine del percorso, a suonare un repertorio d’insieme. Il duo californiano Helm, formato da Mark Bell e Ling Shien, noti interpreti e divulgatori della musica orientale negli Stati Uniti di più di vent’anni, ha tenuto dei seminari formativi e suonato dal vivo durante il primo Roma Tribal Meeting (primo festival internazionale tenutosi in Italia sulla danza orientale tribale o tribal bellydance, da me creato, ormai alla soglia della sua quarta edizione). Ci interessiamo anche di contaminazioni con la musica contemporanea ed elettronica e in questo senso abbiamo anche ospitato, alla seconda edizione del Roma Tribal Meeting, il newyorchese Pete List, incredibile musicista la cui specialità sono le percussioni con la bocca (human beat box), originarie dal rap e dal hip hop ma sempre in un forte dialogo con la musica araba (consiglio di vedere una sua improvvisazione con Said El Artist in questo video: https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=KWl5ACqAms0 ).

C.: Vedo che nel prossimo workshop, che si terrà il 28 e 29 settembre, sarà coinvolto, fra gli altri, il musicista Saleh Tawil. Ce lo vuoi presentare e spiegare quale sarà il suo ruolo nell’ambito del workshop? E chi sono gli altri musicisti coinvolti?

I.: Seguendo la scia della nostra passione per la musica araba, la stagione 2013-2014 al San Lo’ si aprirà con il seminario “Raqs al Maqamat” (28 e 29 settembre), coordinato da Lara Rocchetti in collaborazione con Simone Pulvano per la ritmica e Saleh Tawil (liutista siriano, pioniere della musica acustica a Roma, fondatore del gruppo Ons con Mohamed Abdalla) per lo studio della musica e delle scale modali in un approccio volto alla danza, con lo scopo di creare un autentico dialogo tra il musicista e la danzatrice.al-muallaqat_foto_ shaul adar

C.: Isabel, quali saranno i progetti futuri, in relazione al vastissimo e variegatissimo mondo musicale arabo?


I.: In questo momento cerco di individuare nel mondo la figura musicale che dialogherà con noi danzatrici tribal e con i musicisti di Roma che abbiano voglia di coinvolgersi nella prossima edizione del “Roma Tribal Meeting“ (maggio 2014). Prima di ciò, il 23 novembre 2013 avrà luogo la festa dei dieci anni di San Lo’ in cui speriamo di mostrare tanta musica dal vivo, dal mondo arabo e non solo. Tra i miei progetti più desiderati, quello di rimettere in scena i miei due spettacoli teatrali:
“Al-Muallaqat/Le sospese” inspirato alla poesia preislamica e “Frida Suite” inspirato alla vita e all’opera della pittrice messicana Frida Kahlo.

E poi c’è sempre il mio percorso personale con molto, molto ascolto. Per non smettere di danzare e, seppur guardando il futuro e accogliendo le esperienze innovative delle fusion, per non perdere mai il contatto con la musica tradizionale del mondo arabo.

C.: Grazie mille Isabel, e in bocca al lupo per l’imminente workshop e per i progetti futuri. Riporto qui sotto una tua sintetica biografia artistica e, con questo, ci salutiamo augurando a tutti ogni bene. 

Cinzia Merletti

Isabel De Lorenzo, danzatrice professionista.

> Socia fondatrice di San Lo’ (www.sanlo.it);

> Direttrice della compagnia Carovana Tribale (www.carovanatribale.com) (uno dei Sister Studio globali di FCBD®, con sede a San Francisco, la cui direttrice Carolena Nericcio è la creatrice dell’American Tribal Style Belly Dance);

> Creatrice di Bellydance Italia (www.bellydanceitalia.com), il primo magazine online specializzato in danza orientale e Tribal Bellydance in Italia;

> Ideatrice del Roma Tribal Meeting (www.romatribal.com), il primo festival italiano interamente dedicato alla Tribal Bellydance nei suoi vari stili e sviluppi.

> Coreografa e autrice di spettacoli teatrali quali “Al-Muallaqat/Le sospese” inspirato alla poesia preislamica e “Frida Suite” inspirato alla vita e all’opera della pittrice messicana Frida Kahlo.

Notizie sulle foto:

La foto di intestazione, Al-muallaqat,  è di Marco Barbon.

La foto inserita dentro l’articolo è di Shaul Adar.

 

 

About the author

Cinzia Merletti

Cinzia Merletti è musicista, didatta, saggista. Diplomata in pianoforte, laureata in DAMS, specializzata in Didattica e con un Master in Formazione musicale e dimensioni del contemporaneo. Ha scritto e pubblicato saggi sulla musica nella cultura arabo-islamica e mediterranea, anche con CD allegato, e sulla modalità. Saggi e articoli sono presenti anche su Musicheria.net. Ha all'attivo importanti collaborazioni con musicisti prestigiosi, Associazioni culturali e ONG, enti nazionali e comunali, Conservatorio di Santa Cecilia, per la realizzazione di eventi artistici, progetti formativi ed interculturali tuttora in corso.

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