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Daesh trasferisce le sue operazioni in America

orlando daesh

Di Abdel Bari Atwan. Al-Arab (13/06/2016).  Traduzione e sintesi di Marianna Barberio.

La scorsa domenica anche l’America sembra essere stata vittima di una delle più violenti esecuzioni terroristiche rivendicate da Daesh (ISIS), ed eseguite da uno dei suoi “militanti”, il giovane americano Omar Saddiqui Mateen, di origini afghane. Quest’ultimo, poco prima di aprire il fuoco all’interno di un locale gay nella città di Orlando, in Florida, sembra aver dichiarato obbedienza e lealtà al sedicente Stato Islamico. Un’operazione studiata con attenzione dal giovane Omar, confermata anche dall’elevato numero delle vittime, circa 50 persone, oltre a decine di feriti. Il presidente Barack Obama ha parlato di una vera e propria operazione terroristica mossa da un sentimento di odio, la peggiore mai avvenuta nella storia degli Stati Uniti d’America.

La vicenda rivela che il giovane Saddiqui abbia risposto alla chiamata di Abu Mohammed al-Adnani – portavoce del regime di Daesh – il quale ha indirizzato un video ai giovani musulmani chiedendo di attaccare l’Occidente, come una forma di vendetta contro le operazioni militari condotte da quest’ultimo al fine di sradicare ed eliminare lo “Stato Islamico”.

Tale attentato è senz’altro una sfida terroristica sanguinaria che supera tutte le precedenti e conferma che la distruzione di Daesh sul piano militare non indica una sua completa eliminazione in quanto la sua ideologa estremista è molto più pericolosa. Infatti, ci riferiamo ad un regime che ha saputo conquistare metà del territorio siriano e un terzo di quello iracheno, occupando più di nove Stati, regioni e distretti in Asia, Africa, Europa e ora anche in America.

Ne deriva il fallimento da parte dei servizi di sicurezza nel contrastare una simile organizzazione, rendendo la sua cattura alquanto difficile, se non impossibile. Ad ogni modo, il massacro di Orlando alimenta la tendenza razzista ed estremista della destra americana, dando adito alle rimostranze di odio contro i musulmani e non solo, portate avanti nella campagna elettorale da parte del candidato repubblicano, Donald Trump. Di certo un avvenimento del genere, di stampo terroristico, condurrebbe Trump direttamente alla Casa Bianca incoraggiando quel sentimento di islamofobia, nocivo non solo ai musulmani, ma al mondo intero.

Eppure proprio l’odio americano nei confronti di arabi e musulmani, personificato nell’invasione e occupazione irachena al tempo di Geroge Bush Jr., ha contribuito alla formazione di queste organizzazioni fanatiche, tra cui sopratutto Daesh, all’origine di correnti estremiste e terroristiche. Il massacro di Orlando è senza dubbio un atto terroristico senza precedenti e ingiustificabile, ma spetta a noi ricordare quanto ne siano coinvolti anche gli stessi americani.

Noi, arabi e musulmani, siamo vittime della politica e invasione militare statunitense, nonché delle incursioni aeree che continuano anche in questo istante a bombardare i nostri paesi dietro lo slogan di “lotta al terrorismo”, uccidendo centinaia, se non migliaia, di innocenti. Il terrorismo è una piaga e un crimine da condannare, al pari di chi lo incoraggia, quale che sia la sua identità o nazionalità.

Abdel Bari Atwan è un giornalista palestinese e caporedattore del portale online Ray al-Youm.

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