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Daesh distrugge lo storico museo di Mosul

Elaph (26/02/2015). Traduzione e sintesi di Carlo Boccaccino.

IRaqGiovedì scorso a Mosul, città di cui Daesh (ISIS) si è impossessato da nove mesi, lo storico museo di Ninive è stato distrutto dai terroristi. Il presidente del parlamento iracheno, Salim al-Jabouri, ha dichiarato che “queste azioni criminali hanno reso gli iracheni di ogni religione e setta più uniti e coesi nel voler porre fine all’esistenza di ogni forma di terrorismo sul loro territorio”, aggiungendo che la storia della civiltà del suo Paese non può in alcun modo essere associata ad un gruppo di persone traviate, che la storia, invece, vogliono distruggerla.

Daesh ha diffuso un video che mostra i terroristi all’interno del museo fare a pezzi reperti archeologici antichi, alcuni dei quali risalenti all’VIII secolo a.C., distruggendoli con martelli, seghe e trapani elettrici. Nel video un membro di Daesh, indicando con la mano uno dei manufatti, esclama: “Questi falsi idoli delle popolazioni passate venivano adorati contro il volere di Allah”. Gli studiosi e gli specialisti considerano da sempre il museo di Ninive uno dei più importanti al mondo, poiché ospita migliaia di reperti archeologici. Una fonte della sicurezza ha detto che il Daish ha distrutto anche ampie porzioni della storica Porta di Nergal sulla sponda sinistra del Tigri a est di Mosul e ha devastato opere e monumenti storici nell’area di Nimrud a sud della città.

Lo stesso giorno, il ministero della Difesa iracheno ha affermato che l’aeronautica ha effettuato un bombardamento di successo ad al-Qaim contro uno dei covi di Daesh dove era in corso una riunione alla quale erano presenti i maggiori esponenti dell’organizzazione terroristica, che sarebbero stati uccisi a decine.

In un comunicato, il ministero ha aggiunto che l’intelligence militare è riuscita a uccidere 14 esponenti di Daesh e di ferirne decine grazie ad un altro preciso attacco missilistico, che aveva come obiettivo altri rifugi dei terroristi nelle aree di Karma e Fallujah nella regione di Anbar. Ha affermato che l’attacco ha avuto come esito l’esplosione di due veicoli che contenevano mitragliatrici e la distruzione dei luoghi di difesa in cui si trinceravano alcuni militanti.

Ancora giovedì scorso, il primo ministro iracheno Haidar al-Abadi ha discusso con il suo omologo australiano Tony Abbott la possibilità di aumentare il numero di truppe australiane incaricate di addestrare le forze militari dell’Iraq, insistendo sulla necessità di conservare la sovranità del governo iracheno sul proprio territorio. Durante una conversazione telefonica, inoltre, i due hanno cercato di rafforzare i rapporti bilaterali tra i Paesi e hanno parlato di come migliorare le condizioni politiche e di sicurezza per l’Iraq e per tutta la regione. Abbott ha confermato il suo sostegno per le mosse che il governo iracheno intende compiere nel quadro della lotta al terrorismo e delle riforme.

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Roberta Papaleo

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